Pubblicato da: carlociufelli | maggio 31, 2013

Dal blog di Franca Rame.

images-1La grande Franca Rame nel 2008 lesse, non so come, un  post sul mio blog e lo condivise sul suo. Mi piace ora riprodurlo in memoria di questa Donna.

A proposito di possibili paesi

In rete c’è un blog dove si parla del ritrovamento di una fiaba, probabilmente ancora non terminata, tra le carte dei fratelli Grimm. Secondo ciò che si legge questa fiaba sarebbe stata argomento di dotte disquisizioni in convegni appositamente organizzati. La riportiamo così come è nel blog senza commenti che potrebbero apparire faziosi:

C’era una volta, tanti e tanti anni fa, uno strano paese dove gli abitanti, che camminavano solo all’indietro, abitavano in graziose casette con il tetto al posto del pavimento e viceversa. Il paese all’incontrario si chiamava Eseap.
Ma le cose straordinarie erano tante, e tante. A lavorare si iniziava quando in altri paesi si era vicini alla pensione. I ladri denunciavano i derubati, gli evasori fiscali divenivano ministri, i pedofili esponenti religiosi, gli analfabeti rappresentavano il meglio della classe intellettuale.
Modelli per i giovani erano, se femmine le veline, letterine e show girl di varia arte. Se maschi la massima aspirazione era di divenire un tronista o un briatore. A chiedere in giro nessuno diceva di aspirare a fare il medico, l’ingegnere o l’avvocato. Perchè impegnarsi nello studio, rispondevano, per fare il disoccupato o il precario se al contrario si poteva fare bella vita se si mostravano le gambe e un qualche politico faceva una telefonatina?
Quando si scopriva una associazione a delinquere di stampo politico, i governanti tempestivamente intervenivano per esprimere uno sdegno profondo: verso i magistrati che l’avevano scoperta o contro le intercettazioni che avevano consentito le indagini.
Se un politico aveva un qualche problema con la giustizia il problema veniva risolto cambiando per decreto le leggi, che un parlamento di nominati, e non eletti, immediatamente riconvertiva in legge. E così si poteva andare in tivvu a proclamare la propria cristallina innocenza. Se non si poteva cambiare la legge, allora con una ben dosata serie di prescrizioni, legittime suspicioni, indulti e condoni si rendeva limpida la propria fedina penale.
La burocrazia era stata sconfitta. Unico paese dove non si facevano file, compilavano moduli o si ricevevano rifiuti a richieste illegittime. Anche qui bastava avere l’amico giusto al posto giusto e addio tempo perso dietro le carte. Nel paese delle libertà era possibile inquinare liberamente, circolare nel centro storico senza liberticide limitazioni, parcheggiare sotto i monumenti le auto, meglio se grossi fuoristrada, buttare rifiuti nel posto più comodo, anche dal finestrino dell’auto in corsa. Ridotto era il rischio di investire uno dei pochi pedoni rimasti, perchè questi potevano circolare solo in determinate fascie orarie, ed esclusivamente in periferia. E ai ciclisti in modo lungimirante era impedidito l’accesso nel centro abitato.
E gli abitanti sorridevano beotamente davanti a grande fratello, isole di famosi e soap opere che venivano somministrate come efficaci anestetici della materia grigia.
Per la strada non si vedevano più vecchi ma solo bambini e giovani che ad un esame più attento spesso erano quelli che nei decenni prima erano i vecchi. Ma come riconoscerli con plastiche facciali, tinture e protesi infilate qui e là? I più coraggiosi, specie se rivestenti cariche pubbliche, erano arrivati, facendo tesoro delle esperienze di antiche civiltà, a sottoporsi in vita a procedimenti di mummificazione. Sino a 30 metri l’effetto era sorprendente. Al di sotto di questa distanza la visione era consigliata ad un pubblico adulto o ipovedente.
Non esistevano più individui bassi. Anche i nani con protesi calzaturiere riuscivano a fare il servizio militare nei corrazzieri. La calvizie era diventata un ricordo. Con toupè, trapianti e cromatina per le scarpe sembravano tutti Little Tony.
Questo bel paese poi scomparve senza che i suoi abitanti se ne accorgessero e quindi senza sofferenza. I resti vennero acquistati da un rappresentante di aspirapolvere.
Fonte:(carlociufelli.wordpress.com/2008/07/17/un-paese-al-contrario-una-fiaba-dei-fratelli-grimm/)

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