Pubblicato da: carlociufelli | ottobre 23, 2012

Trovato il Settimo. La prima intervista.

Intervistatore: – Buon giorno freschissimo neo assessore.

Assessore:- Buon giorno a Lei. Anzi a lui.

I.: -A lui?

A.:- Intendo la vostra persona di intervistatore. Non è di sesso maschile? Sappia per iniziare, che io non faccio parte di quei comunisti che vorrebbero annullare le differenze sessuali tra maschi e femmine.

I: -Andiamo avanti. Com’è che finalmente il sindaco ha trovato qualcuno che accettasse di fare il settimo assessore nella sua trentesima versione di giunta? Come è riuscito a trovarla, primo, e poi anche a convincerla a salire su quella che più che una nave in pericolo appare come un canotto forato con solo qualche cc di aria?

A:- E’ successo inaspettatamente. Chi poteva pensare che oggi io sono assessore di questa città? Pensi che ieri sera mi trovavo a passare per via Mazzara. Ero solo e stavo ammirando i bei vasi di ferro messi sotto la chiesa. Avevo appena superato l’ufficio dei VVUU, quando all’improvviso dal portone di palazzo San Francesco sono sbucate fuori, scivolando nel buio come bisce, delle persone mascherate; erano sei più uno. A un cenno di quello che sembrava essere il capo, mi hanno afferrato e trascinato dentro.

I:- Drammatico.

A:- No democratico direi, senza perdite di tempo! Questa è la politica dei fatti e non delle chiacchiere e balletti come ci avevavno promesso in campagna elettorale, ricorda?

I:- Tutti i cittadini ricordano le promesse fatte in campagna elettorale! Ne stia ben certo. Ma continui.

A:- Mi hanno legato a una sedia e mi hanno chiesto nome e cognome e se per caso non fossi uno di sinistra o avessi dei parenti di sinistra. Non ho essuno di sinistra nel pedigree, ho guaito. Mi hanno allora tranquillizzato e nel colloquio da quel momento mi hanno dato del camerata.

I:-  E nel colloquio cosa le hanno chiesto?

A:- Tutto e di più dimostrandosi persone serie. Io, in verità dapprima  spaventato, ma poi, saputo il motivo delle attenzioni (ero l’ultimo dopo 25.000 possibili candidati, che già avevano rifiutato),  ho fornito con orgoglio i miei dati e il mio curriculum. Ne prenda nota così non mi ripeto.

I:- Dica sono tutt’orecchi.

A:- Come tutti quelli di sinistra direbbe il mio capo. Balilla da bambino e per motivi bocciature, tale sino ai 25 anni, poi giovane avanguardista, goliarda all’università, dove mi sono laureato, almeno così si dice,  a trent’anni, capitan fracassa nella vita. Lavoro? E quando mai! Famiglia? Più di una credendo il sottoscritto nei sacri valori. Vizi nascosti? Diversi. Cultura? Profondo disprezzo. Da sempre. Le donne? Davanti ai fornelli. Gli immigrati? Ributtarli a mare. I capelloni? Rasarli a zero. I gay? Al rogo. Idoli da imitare? Meo Patacca, Corona, il camerata Lele Mora. Musicalmente? Faccetta nera, Apicella. Gli interroganti, sentite queste credenziali, che mi ponevano, a loro dire, tra i migliori del gruppo, hanno stappato bottiglie di vino e mi hanno fatto firmare l’accettazione!

I:- Che delega le ha promesso il sindaco?

A:- Questo non me lo ha detto. Mi Ha spiegato che sono assessore a “Rigetto”, o qualcosa di simile, come gli altri sei. Mi sono vergognato a chiedere spiegazioni perché il pover’uomo mi sembrava un po’ confuso.

I:- Che pensa di fare ora.

A:- Intanto voglio godermi questa onorificenza. Poi devo chiedere quanto mi daranno di indennità, che mi fa davvero comodo. Poi quanto posso spendere con scuse varie (trasferte, rimborsi dcc.) che male non mi fanno. Vorrei andare in qualche delegazione o gemellaggio che non sono mai uscito dalla valle Peligna; anzi no, lo scorso anno sono andato al mare al nord, a Pineto. Altro impegno da svolgere con la massima cura sarà poi quello di farmi spiegare dov’è il mio ufficio perché non ho molto senso di orientamento e di certo i primi mesi faticherò a trovarlo. Mi hanno suggerito di fare come Pollicino o come Arianna: non ho detto nulla per non sembrare ignorante più del necessario, ma onestamente non so chi sono. Potrei chiedere all’assessore alla cultura, ma mi hanno detto che parla solo latinus. E io non so le lingue. Dimenticavo. Devo farmi dare il book fotografico delle segretarie per sceglierne una come si deve. Sarò arrivato tardi ma non mi fregano…

I:- E poi?

A:- beh, non le basta? E poi non si deve rivotare a marzo?

I:- Congratulazioni e auguri di buon lavoro per la Città.

A.- Città? Quale Città?

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