Pubblicato da: carlociufelli | aprile 15, 2012

Altri ceffoni ai Sulmonesi.

 “Bisogna incrementare il turismo a Sulmona“. Questo obiettivo deve essersi posto chi è convinto, a sua insaputa, di amministrarci.

Assessori dovete inventarvi qualcosa. E in fretta perché tra un annetto qui si vota” di certo avrà ordinato con piglio decisionista questo sindaco, che resterà indimenticato per la sua storia d’amore, non corrisposta, con il Codice Stradale.

A tale maschia richiesta, immediati allora i  lungimiranti provvedimenti che stupiranno a morte i turisti che vengono nella nostra città.

1- Rendere meno prevedibile la prospettiva del Complesso dell’Annunziata con una serie di cartelli che rendano quel tanto apprezzato e leggermente osé gioco del vedo-non vedo.

2- Non permettere al turista una facile fotografabilità delle perle architettoniche sulmonesi. La ricerca dell’inquadratura deve essere faticosa e non immediata. Così si raggiunge l’importante obiettivo di prolungare di almeno mezz’ora la sosta a Sulmona dei turisti “mordi e fuggi”.

3- Inserire nel pregevole contesto urbano prospiciente  l’Annunziata un rusticissimo cartello ligneo, ottimamente inserito nel turismo equestre (cavalli, ma soprattutto asini), che spieghi al turista incredulo il cammino dell’altrettanto santo incredulo Tommaso da Lanciano a Ortona, città costiera che ospita i suoi resti lì portati via mare da un marinaio ortonese. Quello che il cartello non spiega è però l’importante apporto a tale translazione dato dai famosi navigatori di Sulmona che combattendo i pirati saraceni difesero il cammino del santo. La cura nella scelta della location della targa e della opportuna scelta dei materiali, alla quale ci sta abituando questa amministrazione, violentando il buon gusto lasciatoci in eredità dai nostri avi, è un doveroso omaggio a san Tommaso protettore degli architetti.

4- Per i turisti amanti dell’occulto ecco lo strano caso del cartello metallico che dopo essere sopravvissuto per lunghissimo tempo, alla chiusura del Teatro Caniglia, non ha più resistito e consapevole della sua inutilità si è tristemente suicidato.

5- In previsione di un incremento di turisti amanti dell’enigmistica, qui attirati numerosi dalla notoria passione del sindaco per i rebus sciarade e indovinelli (ricordate quel “vien dal mare, giovane pensionato ricorsi le botti gli avi raccontava mariosantella” dal sindaco (?) a me indirizzato tempo addietro in una notte di blu moon, e poi seguito da ben conveniente sua amnesia a richiesta di soluzione?), si è pensato anche a loro. Il turista che infatti riuscirà a decifrare per primo il senso e la scritta del bianco “pilozzo” abbandonato nell’aiuola riceverà dalle pregiate mani del sindaco o di suo delegato una medaglietta di quelle offerte in funzione rafforzativa della sulmonesità.

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