Pubblicato da: carlociufelli | aprile 4, 2012

Cara Nora Maraj, in regione Abruzzo è il momento di danzare.

Leggiamo sui giornali e restiamo esterrefatti.
Nella nostra regione, finalmente risolti i problemi della sanità con la chiusura degli ospedali, risanati tutti i conti con abili artifici, ricostruita L’Aquila, escluso il saccheggio ambientale da parte di Snam e soci, recuperato il prestigio morale della classe che amministra la regione, abolite le consulenze e i favoritismi, è il momento della cultura. Quella con la Q maiuscola.
Dopo la pregevole lettera inviata, a sua insaputa come ci insegna la politica corrente, da parte di un assessore della stessa etica giunta di destra, direttamente al Signor Ikea, ora è la volta di una garbata lettera internazionale scritta senza vergogna alcuna per promuovere la propria convivente, logicamente a sua insaputa, da un grande politico, sempre della nostra sfortunata regione, e destinata al vice ministro albanese Nora Malaj. Spedisce, con tanto di carta ufficiale, stemma abruzzese compreso, addirittura il vice presidente della Giunta regionale dell’Abruzzo, Alfredo Castiglione (Pdl, ma guarda un po’ il caso!). La bella lettera ha come scopo il rafforzamento dei rapporti tra l’Albania e una aggraziata associazione di danza gestita, ma a-riguarda il caso,  dalla compagna di Castiglione. Tale “foriero” rafforzamento, suggerisce il vice presidente con delega al balletto, è da crearsi tramite una “convenzione” per una “collaborazione di lunga durata” tra l’Accademia di danza di Tirana e l’accademia convivente pescarese.
Ma eccone il testo, da inserire negli archivi maggiori delle Scienza Politiche del nostro Paese.
Signor vice ministro,
facendo seguito all’incontro del 14 gennaio 2011 sono a manifestare con la presente l’interesse della Regione Abruzzo a collaborare con codesto Ministero al fine di sviluppare una fattiva collaborazione in ambito culturale. Penso, infatti, che la cultura rappresenti un importante fattore di sviluppo economico e auspico uno scambio di esperienze foriero di una crescita culturale reciproca che possa dare un contributo importante alle economie dei nostri Paesi. 
In particolare attesa la rilevanza dell’Accademia di danza di Tirana, si rileva la valenza di una collaborazione con l’associazione Rassjanka con sede in Pescara per finalizzare una convenzione per definire una collaborazione di lunga durata nel campo della danza. Ringraziandola per la collaborazione che vorrà accordarsi, le porgo i miei più cordiali saluti. Firmato il vice presidente della Giunta regionale.”
Questa bella, e romantica, lettera è stata sequestrata alcune settimane fa dalla squadra mobile di Pescara nell’ambito di un’inchiesta su consulenze e appalti. Gli investigatori ipotizzano, per l’amante di danza signor Castiglione, il reato di corruzione aggravata. Il giudice per le indagini preliminari dell’Aquila Marco Billi così sintetizzata nell’ordinanza firmata dal “L’attività tecnica ha fatto emergere l’interesse di natura privata che Castiglione perseguiva nella vicenda consistente nel conseguimento di vantaggi in favore dell’associazione della convivente Marina Kozina, direttrice dell’associazione Rassjanka“. Pare che la polizia abbia evidenziato come la stessa associazione danzerina abbia beneficiato di altri contributi pubblici (quasi ventimila euro) tutti provenienti da amministrazioni amiche di centrodestra (dal passo dell’oca al passo doble  il passo è breve).
Informato del fatto che qualcuno stesse indagando sulla vicenda, il tersicoreo vice presidente della Giunta regionale dell’Abruzzo ha, a sua insaputa (?), e forse senza rileggere la lettera da lui inviata (sempre a sua insaputa?), emanato una nota per “affermare pubblicamente la propria totale estraneità, in termini oggettivi e soggettivi, all’ipotesi di accusa formulata dal pm nei propri riguardi” e per “dichiarare di non aver mai inquinato l’esercizio delle proprie funzioni e attività pubbliche e istituzionali connesse e correlate alle predette cariche con il perseguimento di interessi di carattere privatistico. In particolare, comunico di non essermi mai adoperato per favorire il raggiungimento di obiettivi di asserite associazioni illecite e di non aver mai speso la mia autorevolezza e la mia influenza politico-istituzionale per l’aggiudicazione pilotata di commesse pubbliche. Ho motivo di ritenere che l’indagine a mio carico e l’ipotesi di accusa formulata nei miei confronti siano derivate da un equivoco che mi propongo di chiarire al più presto, presentandomi non appena possibile dinanzi al magistrato inquirente per spiegare i motivi della mia estraneità alla vicenda”. 
Dopo tale sputtanamento, dal vice presidente simpaticamente definito “equivoco”,  e  con grande scorno di Τερψιχόρη, in Abruzzo balleremo da soli o al massimo con i LUPI!.
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