Pubblicato da: carlociufelli | febbraio 24, 2012

Orsù dunque, sindaco, fai uno sforzo….

Fabio Federico per alicandri ciufelli, vien dal mare,giovane pensionato. Non ricorsi le botti degli avi ? Santella mario si confidava….

Sono trascorsi più di due mesi, da quando, utilizzando in tal modo a tarda ora la bacheca di Fb, il  sindaco di Sulmona, comprensibilmente alterato per avere, poche ore prima,  toccato con mano la disapprovazione popolare di quanto aveva appena fatto (parcheggio abusivo del suo fedele gippone in mezzo al corso), mi indirizzò, facendo il mio nome, questa frase incomprensibile.

Forse intendeva (a sua insaputa?) insultarmi per aver scelto, legittimamente, dopo aver raggiunto i 60 anni di età e i 40 di contributi versati, di andare in pensione con il massimo? O ritiene che un Chirurgo dopo aver effettuato oltre 15.000 interventi non abbia diritto al riposo?

E poi “i ricorsi le botti degli avi”? Che vor dì? Di certo ciò che scrive, nella sua mente e solo nella sua, dovrebbe rappresentare un offesa gratuita nei miei confronti. Non credo minimamente che intendesse rispondere alle critiche, sempre politiche e solo politiche, che spesso, purtroppo, mi trovo costretto ad esprimere pubblicamente nei suoi confronti, come sindaco, e nei confronti della sempre più traballante ed inadeguata sua giunta. Non mi sognerei mai di offendere qualcuno della sua famiglia (tra l’altro le nostre famiglie erano legate, e non poco). Di botti poi io non mi intendo, né in senso pirotecnico e né, e soprattutto, in senso enologico. Io. E quindi non credo che il primo cittadino intendesse, nominandoli, offendere i miei Avi, non potendo civilmente replicare alle critiche poste da un cittadino che vuole bene a Sulmona. Perché se così fosse, e ripeto mi rifiuto di pensarlo, saremmo giunti ad un livello di cialtroneria davvero inaccettabile!

Comunque, e son passati due mesi da allora, è possibile che Federico non sia riuscito ancora a capire quello che ha scritto? O forse gli difetta il coraggio civile di chiarire il suo pensiero? Io aspetto il suo doveroso chiarimento pubblico.

Un’ultima postilla: né Reggio Emilia, né tantomeno Teramo, città nelle quali ho lavorato, e nelle quali ho fatto conoscere positivamente il nome di Sulmona, sono bagnate dal mare! Si informi! A meno che non rientri nelle tante realizzazioni di questa amministrazione anche la creazione di stabilimenti balneari in dette località!

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Responses

  1. Carlo, una volta scrissi una lettera aperta su zac sui provvedimenti presi dall’amministrazione sulla chiusura dei locali. La settimana successiva il sindaco mi rispose, con periodare complesso e di difficile interpretazione, come ha fatto con te, con tono discutibilmente sarcastico, arrivando a simil offese personali. Ovviamente non gli risposi per una ragione banalmente evidente. Se un cittadino scrive al suo sindaco, evitando di cadere in offese personali – che mi sono ben guardato dal fare, come mio costume- è atto oltre che ammissibile addirittura doveroso, a mio avviso, e cmq sempre auspicabile in democrazia. La risposta invece non è dovuta o, se ci fosse, dovrebbe restare nel merito. Il sindaco potrebbe addurre certamente le ragioni che lo abbiano portato ad una scelta, nel più completo rispetto delle opinioni del cittadino che rappresenta, anche anzi soprattutto se questi fosse in disaccordo con la sua visione. Quanto detto risponde a banali codici etico-istituzionali, prima ancora che di stile. Ma è ormai evidente che, oltre lo stile che purtroppo è tratto caratteriale e non si acquista con l’attività per quanto prolungata, Sulmona è in una situazione di crisi resa ancora più drammatica dalla figura tragicomica del primo cittadino che non ha le prerogative minime che si richiedono a chi viene eletto alla guida di una città in condizioni ordinarie, pensa in fasi drammatiche come questa. La qualcosa più che sollevare indignazioni puntuali per uscite episodiche (le vicende sulle dichiarazione su gay, auto in sosta, neve ecc..) dovrebbe preoccupare fortemente la cittadinanza che non vede profilarsi all’orizzonte alcuna prospettiva che possa invertire il drammatico processo di disgregazione in corso. Il sindaco di Sulmona è gravemente inabile alla funzione alla quale è stato chiamato. Questo è il vero, unico e sostanziale problema della comunità peligna ed è ora di prenderne seriamente atto e mandarlo in pensione come mi sembra lui stesso abbia vagheggiato nelle parole che hai riportato.

  2. Si potrebbe valutare se sia il caso di un pensionamento….anticipato….quantomeno come “sindaco”?
    Per tornare al commento postato dal sindaco, ma non è che riferendo che “Santella mario si confidava” vuole sottointendere chissà quali misfatti attribuibili a Carlo Ciufelli gli siano stati confidati????
    Ma è una velata minaccia?
    Oppure semplicemente il Santella aveva delle botti che insieme al sindaco venivano…svuotate?

  3. Caro Maurizio, Mario Santella non lo ricordo e non credo di averlo mai conosciuto. Conosco Alfredo Santella, il quotato pittore sulmonese. Terrò comunque presente la tua affascinante ipotesi enologica.

  4. Come definireste un personaggio che ha voluto assumersi la carica di sindaco, che invia messaggi criptici notturni e poi davanti alla richiesta di chiarire pubblicamente il suo pensiero, fugge e si nasconde?


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