Pubblicato da: carlociufelli | ottobre 10, 2011

Sulmona non è morta, ma quanto dorme…!

Questa mattina sono passato per piazza Venti alle ore 8 e 20.
La foto a lato non è di oggi, ma l’aria era la stessa. Solo qualche auto in più in divieto di sosta, come al solito e da parte dei soliti, nonostante la nuovissima segnaletica orizzontale (c’è da chiedersi che la fanno a fare?).
Che desolazione! Sembrava  una di quelle ambientazioni di film western in città abbandonate, dove arriva il pistolero di turno e attacca il cavallo. Tranquilli. Non c’era nessuno dei due!
A me, vecchio ex-studente del Liceo Ovidio, ha dato un senso profondo di pena! Che differenza con i tempi nei quali la piazza brulicava di rumorosi studenti, in attesa dell’ingresso a scuola. Gli esercizi commerciali aperti (giornalai, bar, pasticcerie, panetterie, tabaccai) erano del tutto privi di avventori. Mentre una volta la loro attività commerciale iniziava proprio con gli studenti che compravano pizze e giornali, penne e quaderni, panini e sigarette, caramelle e maritozzi.
Ho visto il cuore della nostra città fermo! E piazza Venti è il cuore di Sulmona. Lo è sempre stato. E mi auguro  lo tornerà ad essere. Non ci si può arrendere perché, spero, che  l’elettrocardiogramma non sia ancora piatto!  Ma non c’è molto tempo da perdere. Salvare la vita in quella piazza, e in tutto il centro, deve essere un segnale di ripresa della nostra comunità.
Alla faccia di chi vorrebbe trasformare Sulmona nella PATTUMIERA d’ABRUZZO. E pensare che Chiodi (è sua questa brillante idea o qualche genio gliel’ha suggerita?) si era spacciato per l’assessore della nostra città. NO GRAZIE, CHIODI non insistere! Di assessori di questo tipo possiamo farne a meno.
E per guardare al nostro orticello, agli amministratori locali, che tanto hanno lottato per farsi eleggere, probabilmente loro a quell’ora del mattino, e purtroppo non solo a quella, dormono. E non provano la terribile sensazione che dovrebbe avere qualsiasi cittadino voglia bene a Sulmona, a vedere piazza Venti, la mitica, del tutto deserta. Certo possono, e lo hanno fatto, rispondere che la causa dell’abbandono del Liceo è legata alla sicurezza post sisma dell’Aquila. Ma, porca miseria,  sono passati due anni e mezzo, e non mi sembra si sia seriamente affrontato il problema. Gli stessi politici che ci raccontano in queste settimane, in evidente mala fede, che faranno un ospedale nuovo in tre anni non riescono in due anni e mezzo a mettere in sicurezza il liceo Ovidio con biblioteca annessa? Ma ci facciano il piacere…
Non capiscono che è’ impensabile privare il centro della linfa vitale delle giovani generazioni. O le vogliamo addestrare sin da subito al ruolo di emigranti quando cercheranno occupazione? Le scuole vanno riallocate e subito nel CENTRO STORICO, sollecitando, chi ne ha la responsabilità, a realizzare la messa in sicurezza delle stesse, IMMEDIATAMENTE!
E i politici (quanti ne abbiamo e manteniamo!) invece di che cianciano? Uno stadio megagalattico per migliaia e migliaia di spettatori per quando i biancorossi andranno in serie A. Ma quanti sulmonesi vanno a vedere la partita di calcio? Il casinò (con accento o forse senza per adeguarci ai costumi scostumati  di chi ci governa?) nel diruto casino Sardi! Il grattacielo nella Valle Peligna per uffici (quali?), esercizi commerciali (ma non sono già troppi?). E, per ora, per fortuna non ci promettono un ponte sullo stretto, forse perché prima ci devono premettere uno stretto (vedi prossima campagna elettorale!).

Se la politica distratta non lo vuole, non lo sa, non riesce a farlo, è necessario che i cittadini si organizzino per salvare SULMONA.

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Responses

  1. la descrizione della principale piazza di Sulmona spopolata dei suoi studenti, l’immobilismo della politica che dopo due anni e mezzo non sana il problema terremoto, le false promesse sulla costruzione dei 5 nuovi ospedali, accomunano tristemente le nostre cittadine, Giulianova non ha subito i danni del terremoto, ma vive lo spopolamento del centro storico, ogni campagna elettorale, viene incentrata sulla rinascita di uno dei più bei centri storici del teramano, ci sono vere e proprie terrazze sul mare, ma non c’è la volontà ad affrontare il problema con avvilenza dico, che i proverbi hanno ragione. “Passata la festa gabbato lo Santo”


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