Pubblicato da: carlociufelli | maggio 31, 2013

Dal blog di Franca Rame.

images-1La grande Franca Rame nel 2008 lesse, non so come, un  post sul mio blog e lo condivise sul suo. Mi piace ora riprodurlo in memoria di questa Donna.

A proposito di possibili paesi

In rete c’è un blog dove si parla del ritrovamento di una fiaba, probabilmente ancora non terminata, tra le carte dei fratelli Grimm. Secondo ciò che si legge questa fiaba sarebbe stata argomento di dotte disquisizioni in convegni appositamente organizzati. La riportiamo così come è nel blog senza commenti che potrebbero apparire faziosi:

C’era una volta, tanti e tanti anni fa, uno strano paese dove gli abitanti, che camminavano solo all’indietro, abitavano in graziose casette con il tetto al posto del pavimento e viceversa. Il paese all’incontrario si chiamava Eseap.
Ma le cose straordinarie erano tante, e tante. A lavorare si iniziava quando in altri paesi si era vicini alla pensione. I ladri denunciavano i derubati, gli evasori fiscali divenivano ministri, i pedofili esponenti religiosi, gli analfabeti rappresentavano il meglio della classe intellettuale.
Modelli per i giovani erano, se femmine le veline, letterine e show girl di varia arte. Se maschi la massima aspirazione era di divenire un tronista o un briatore. A chiedere in giro nessuno diceva di aspirare a fare il medico, l’ingegnere o l’avvocato. Perchè impegnarsi nello studio, rispondevano, per fare il disoccupato o il precario se al contrario si poteva fare bella vita se si mostravano le gambe e un qualche politico faceva una telefonatina?
Quando si scopriva una associazione a delinquere di stampo politico, i governanti tempestivamente intervenivano per esprimere uno sdegno profondo: verso i magistrati che l’avevano scoperta o contro le intercettazioni che avevano consentito le indagini.
Se un politico aveva un qualche problema con la giustizia il problema veniva risolto cambiando per decreto le leggi, che un parlamento di nominati, e non eletti, immediatamente riconvertiva in legge. E così si poteva andare in tivvu a proclamare la propria cristallina innocenza. Se non si poteva cambiare la legge, allora con una ben dosata serie di prescrizioni, legittime suspicioni, indulti e condoni si rendeva limpida la propria fedina penale.
La burocrazia era stata sconfitta. Unico paese dove non si facevano file, compilavano moduli o si ricevevano rifiuti a richieste illegittime. Anche qui bastava avere l’amico giusto al posto giusto e addio tempo perso dietro le carte. Nel paese delle libertà era possibile inquinare liberamente, circolare nel centro storico senza liberticide limitazioni, parcheggiare sotto i monumenti le auto, meglio se grossi fuoristrada, buttare rifiuti nel posto più comodo, anche dal finestrino dell’auto in corsa. Ridotto era il rischio di investire uno dei pochi pedoni rimasti, perchè questi potevano circolare solo in determinate fascie orarie, ed esclusivamente in periferia. E ai ciclisti in modo lungimirante era impedidito l’accesso nel centro abitato.
E gli abitanti sorridevano beotamente davanti a grande fratello, isole di famosi e soap opere che venivano somministrate come efficaci anestetici della materia grigia.
Per la strada non si vedevano più vecchi ma solo bambini e giovani che ad un esame più attento spesso erano quelli che nei decenni prima erano i vecchi. Ma come riconoscerli con plastiche facciali, tinture e protesi infilate qui e là? I più coraggiosi, specie se rivestenti cariche pubbliche, erano arrivati, facendo tesoro delle esperienze di antiche civiltà, a sottoporsi in vita a procedimenti di mummificazione. Sino a 30 metri l’effetto era sorprendente. Al di sotto di questa distanza la visione era consigliata ad un pubblico adulto o ipovedente.
Non esistevano più individui bassi. Anche i nani con protesi calzaturiere riuscivano a fare il servizio militare nei corrazzieri. La calvizie era diventata un ricordo. Con toupè, trapianti e cromatina per le scarpe sembravano tutti Little Tony.
Questo bel paese poi scomparve senza che i suoi abitanti se ne accorgessero e quindi senza sofferenza. I resti vennero acquistati da un rappresentante di aspirapolvere.
Fonte:(carlociufelli.wordpress.com/2008/07/17/un-paese-al-contrario-una-fiaba-dei-fratelli-grimm/)

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Pubblicato da: carlociufelli | dicembre 18, 2012

Primarie di Coalizione o di Confusione?

Unknown-4Le elezioni cosiddette primarie, quelle che dovrebbero riavvicinare i cittadini alla politica, vengono nel nostro Paese oggi riproposte appena si può.

L’argomento non riguarda la destra o, come si autodefiniscono oggi centrodestra, pensando di renderla più appetibile ai cosiddetti moderati, destra che ha sempre schifato l’esercizio della democrazia e preferito affidare le sue sorti all’autorità di un capo o anche di un capetto e che  quindi al termine primarie collega quelle donne medico riuscite, nonostante tutto, ad arrivare all’apice della carriera ospedaliera.

Il problema quindi è tutto interno al centrosinistra, definito tout court sinistra dai berluscones, pensando in tal modo di spaventare  i soliti moderati.

A Sulmona entro un mese si avranno le primarie per la scelta dei candidati a Camera e Senato e subito dopo le primarie per la individuazione del candidato sindaco della coalizione. Qualche domanda però penso sia d’obbligo.

Regola, o ancor più, buon senso vorrebbe che sulla base di un COMUNE progetto di governo (per le politiche) o di amministrazione (per le comunali) attraverso le primarie si individuasse la persona (candidato sindaco) o si scegliessero le persone (candidati deputati o senatori), più adatte a portarlo a compimento.

Del tutto scorretto è procedere al contrario. Attraverso siffatte primarie mi sembra si scelgano le persone, o meglio si assecondino le aspettative di uno o più personaggi politici  che da tempo, senza richiesta di alcuno, hanno espresso la volontà, e la voglia, di essere sindaco o parlamentare. In assenza di un qualsiasi programma-progetto comune.

Questo modo di procedere è poi l’ostacolo fondamentale al buon procedere di un governo o di una amministrazione.

Ad esempio su cosa si basa l’accordo tra Bersani e Vendola? Hanno chiarito tra loro che fare, in caso di vittoria, dell’Agenda Monti? E dell’articolo 18? E dell’IMU? E dei rapporti con il Vaticano? E di quelli con l’UDC? E dei contratti di lavoro atipici? E dell’acquisto dei cacciabombardieri? E delle missioni militari all’estero? E del sistema elettorale? E dello stato sociale (quello vero!)? E del sistema pensionistico? E dell’invasione dei partiti nelle ASL, RAI, Enti vari? E dei temi etici? Prima dei nomi dei candidati non sarebbe giusto che il cittadino elettore sapesse cosa su questi, e tanti altri,  la coalizione farà. O no? Altrimenti tutto appare davvero senza senso alcuno e soprattutto darebbe luogo ai soliti balletti ai quali ci hanno abituati le ultime legislature.

Ancora più preoccupante sono, se possibile, le primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra di Sulmona. Nessun programma comune, adesione alle primarie per logiche esclusivamente di partito di PD-Sel, forse IdV che invece a livello nazionale pare orientata verso il Quarto Polo. Fuori il PSI da queste primarie che invece a livello nazionale è con il PD e pare abbia già sei-otto posti sicuri  assicurati nelle liste dello stesso PD. Una cosa sembra, da loro affermazioni, non essere per nulla chiara ai contendenti delle primarie di centrosinistra. Se si parte da un progetto comune costruito insieme, e quindi condiviso, per la nostra Città, chiunque partecipi a queste elezioni primarie, a livello di singolo o di partito, si impegna poi ad appoggiare senza riserva alcuna il vincitore. Chiunque esso sia. Chiaro? Allora se vince ad esempio un candidato che su tante cose ha avuto, e ha  posizioni, legittime per carità, ma lontane da quelle del proprio sentire e ancor più dalle posizioni del proprio partito, lo si vota ugualmente o, scorrettamente a questo punto, si fa finta di nulla? Si finge che le primarie non siano del tutto vincolanti per i passi successivi? Per non rimanere nell’astratto, faccio un esempio. Se le primarie le dovesse vincere Antonio Iannamorelli, le cui idee, perfettamente legittime, non mi sembrano però coincidenti su tanti punti con quelle di SeL, e nemmeno con esse conciliabili, cosa farà SeL? Ha già chiarito tutto e trovato mediazioni? E in che sede? O le rimanda a dopo?

Non mi sembra proprio un buon inizio per chi dovrebbe accollarsi la pesante eredità della pessima amministrazione  che ha avuto la nostra città e che si vorrebbe  davvero alternativo ad essa.

Pubblicato da: carlociufelli | ottobre 23, 2012

Trovato il Settimo. La prima intervista.

Intervistatore: – Buon giorno freschissimo neo assessore.

Assessore:- Buon giorno a Lei. Anzi a lui.

I.: -A lui?

A.:- Intendo la vostra persona di intervistatore. Non è di sesso maschile? Sappia per iniziare, che io non faccio parte di quei comunisti che vorrebbero annullare le differenze sessuali tra maschi e femmine.

I: -Andiamo avanti. Com’è che finalmente il sindaco ha trovato qualcuno che accettasse di fare il settimo assessore nella sua trentesima versione di giunta? Come è riuscito a trovarla, primo, e poi anche a convincerla a salire su quella che più che una nave in pericolo appare come un canotto forato con solo qualche cc di aria?

A:- E’ successo inaspettatamente. Chi poteva pensare che oggi io sono assessore di questa città? Pensi che ieri sera mi trovavo a passare per via Mazzara. Ero solo e stavo ammirando i bei vasi di ferro messi sotto la chiesa. Avevo appena superato l’ufficio dei VVUU, quando all’improvviso dal portone di palazzo San Francesco sono sbucate fuori, scivolando nel buio come bisce, delle persone mascherate; erano sei più uno. A un cenno di quello che sembrava essere il capo, mi hanno afferrato e trascinato dentro.

I:- Drammatico.

A:- No democratico direi, senza perdite di tempo! Questa è la politica dei fatti e non delle chiacchiere e balletti come ci avevavno promesso in campagna elettorale, ricorda?

I:- Tutti i cittadini ricordano le promesse fatte in campagna elettorale! Ne stia ben certo. Ma continui.

A:- Mi hanno legato a una sedia e mi hanno chiesto nome e cognome e se per caso non fossi uno di sinistra o avessi dei parenti di sinistra. Non ho essuno di sinistra nel pedigree, ho guaito. Mi hanno allora tranquillizzato e nel colloquio da quel momento mi hanno dato del camerata.

I:-  E nel colloquio cosa le hanno chiesto?

A:- Tutto e di più dimostrandosi persone serie. Io, in verità dapprima  spaventato, ma poi, saputo il motivo delle attenzioni (ero l’ultimo dopo 25.000 possibili candidati, che già avevano rifiutato),  ho fornito con orgoglio i miei dati e il mio curriculum. Ne prenda nota così non mi ripeto.

I:- Dica sono tutt’orecchi.

A:- Come tutti quelli di sinistra direbbe il mio capo. Balilla da bambino e per motivi bocciature, tale sino ai 25 anni, poi giovane avanguardista, goliarda all’università, dove mi sono laureato, almeno così si dice,  a trent’anni, capitan fracassa nella vita. Lavoro? E quando mai! Famiglia? Più di una credendo il sottoscritto nei sacri valori. Vizi nascosti? Diversi. Cultura? Profondo disprezzo. Da sempre. Le donne? Davanti ai fornelli. Gli immigrati? Ributtarli a mare. I capelloni? Rasarli a zero. I gay? Al rogo. Idoli da imitare? Meo Patacca, Corona, il camerata Lele Mora. Musicalmente? Faccetta nera, Apicella. Gli interroganti, sentite queste credenziali, che mi ponevano, a loro dire, tra i migliori del gruppo, hanno stappato bottiglie di vino e mi hanno fatto firmare l’accettazione!

I:- Che delega le ha promesso il sindaco?

A:- Questo non me lo ha detto. Mi Ha spiegato che sono assessore a “Rigetto”, o qualcosa di simile, come gli altri sei. Mi sono vergognato a chiedere spiegazioni perché il pover’uomo mi sembrava un po’ confuso.

I:- Che pensa di fare ora.

A:- Intanto voglio godermi questa onorificenza. Poi devo chiedere quanto mi daranno di indennità, che mi fa davvero comodo. Poi quanto posso spendere con scuse varie (trasferte, rimborsi dcc.) che male non mi fanno. Vorrei andare in qualche delegazione o gemellaggio che non sono mai uscito dalla valle Peligna; anzi no, lo scorso anno sono andato al mare al nord, a Pineto. Altro impegno da svolgere con la massima cura sarà poi quello di farmi spiegare dov’è il mio ufficio perché non ho molto senso di orientamento e di certo i primi mesi faticherò a trovarlo. Mi hanno suggerito di fare come Pollicino o come Arianna: non ho detto nulla per non sembrare ignorante più del necessario, ma onestamente non so chi sono. Potrei chiedere all’assessore alla cultura, ma mi hanno detto che parla solo latinus. E io non so le lingue. Dimenticavo. Devo farmi dare il book fotografico delle segretarie per sceglierne una come si deve. Sarò arrivato tardi ma non mi fregano…

I:- E poi?

A:- beh, non le basta? E poi non si deve rivotare a marzo?

I:- Congratulazioni e auguri di buon lavoro per la Città.

A.- Città? Quale Città?

Pubblicato da: carlociufelli | ottobre 21, 2012

SBiCiclettando per SULMONA.

Di MARIA TROZZI

Spazio, spazio ai giovani di questa città. Largo alle professionalità nascenti, ai talenti, ai geni e alle persone comuni che tanta ricchezza possono offrire con idee, progetti e produttività. Che il fiato necessario per inseguire un sogno e per realizzarlo non sia spezzato dai gas di scarico di una macchina incapace ormai di funzionare. Che l’impegno e i buoni propositi polverizzino l’invidia e le frustrazioni che soffocano la valle Peligna. Fate esprimere le nuove generazioni hanno tanto da offrire per segnare davvero il percorso necessario al cambiamento, alla ripresa. I giovani di SBiC sanno qual è la meta e vogliono raggiungerla, con tutti i mezzi e oggi, sabato, si sono impegnati persino in bicicletta. Per la prima manifestazione pubblica, Sulmona bene in comune sceglie SBiCiclettata con palloncini, risciò e locandine per dare un’idea della strada da percorrere. Un’iniziativa organizzata e realizzata autonomamente. In bicicletta hanno fatto tappa in piazza Carlo Tresca, Piazza XX Settembre e davanti al complesso monumentale della SS Annunziata illustrando le loro idee e quelle di SBiC. Senza inquinare, senza urlare. Per parlare e soprattutto ascoltare. Il tracciato indicato definisce le prime iniziative sostenute dal gruppo che caratterizzeranno il movimento in crescita. SBiC si è presentata alla città in bicicletta e il semplice suono dei campanelli ha rallegrato, ha richiamato i distratti, ha spazzato i silenzi angosciosi delle strade cittadine vuote anche a fine settimana. Campanelli che accompagnano il passaggio. Sul portone d’ingresso del Teatro Maria Caniglia SBiC ricorda “Ultimo atto, 30 giugno 2011 cala il sipario” un altro luogo storico sacrificato per l’indifferenza che mortifica l’arte e la cultura. Chiuso come il cinema Pacifico. Sul ponte Capograssi altra tappa per il Parco Fluviale Augusto D’Aolio, campanello: “Fine Lavori.. Mai!” è scritto sul cartellone giallo e ancora un altro spazio sottratto alla città. Ecologicamente pronti a riconquistare quanto è stato perso in questo comprensorio, pronti ad affrontare i problemi del capoluogo peligno. Un obiettivo unico, ma condiviso porta finalmente in centro storico decine di giovani in bicicletta. Volti nuovi, freschi, decisi, grandi personalità, professionisti preparati e in gamba che s’impegnano, s’informano e soprattutto desiderano rinnovare l’immagine di un intero Paese, dal sociale alla cultura dall’ambiente alla politica. Pedala SBiC, resistente in salita, cauta in discesa, un percorso che gira attorno alle mura storiche che hanno accolto personaggi illustri e onorati, amati dalla popolazione. Non ne è rimasto più nessuno? Il movimento inclusivo ha voglia di esprimere un altro punto di vista, nuovo, per contribuire ad un incredibile progetto di radicale trasformazione del territorio e della mentalità. Sulmona bene in comune favorisce la partecipazione del maggior numero di cittadini al progetto aperto al confronto con altre realtà che perseguono i medesimi obiettivi.

Pubblicato da: carlociufelli | settembre 29, 2012

Sulmona Bene in Comune

 

 

Venerdì 5 ottobre  alle 17.30

presso la Comunità Montana -palazzo Sardi

si terrà l’Assemblea Generale del movimento.

All’ordine del giorno:

1- approvazione di Statuto e Codice Etico

2-successivi atti conseguenti

3- varie ed eventuali.

NB bozza di statuto e di codice etico sono sul blog di SBiC      www.sulmonabenecomune.it/blog/

Pubblicato da: carlociufelli | settembre 24, 2012

Lettera de quasi dimissione de Polverini (bozza)

Cari consilieri cammerati e aleati,

E’ cor core in mano che ve saluto pe’ l’urtima vorta da ‘sto pòpò de palazzo. E vojo saluta’ a tutta ‘sta bella compagnia de magnaccioni. Er momento è dramatico. Pare de sta in un firm der monnezza. Ma anche de più.

Purtroppo c’hanno sgamati! E’ annato tutto pe’ verso storto. E dire c’avevano detto de sta’ boni e tranquilli che poi ce pensava er papi a mette’ le cose a posto, magara  racconnando come ar solito ch’era tutta ‘na storia de toghe rosse. Quanno se dice la jella! Certo che ce semo divertiti e tutto sommato co’ quello c’amo messo in dispensa ce campamo per quarche annetto senza bisogno de lavorà, dio ce ne scampi sempre a tutti noartri…!

Mo’ tutti se scandalizzeno: ma che nun lo sapevano che la nostra fame veniva da lontano, dalle magnate der ventennio. E mo’ che eravamo arivati a la magnatoia che dovevamo fa’? Digiuna’?  E chi li poteva tene’ a sti trucidoni! Certo che figura der piffero c’amo fatta. Artro che Previti e Ciarrapico: amo continuato la tradizione loro: magna quanno più poi, e l’olio de ricino lo fai beve’ all’artri!

Mo’ me vonno fa dimette’. Va bbene, ma dico che me dai ‘n cambio? Che so, nartra presidenza, una direzzione generale, un sindacato? Quello me chiama e me propone de fa la velina. A me! Ma nun ciò er fisico, io so’ più formosa de ‘ste sciaquette che piacciono a lui. E poi so’ rafinata ca nun te dico! Io mo’ vesto firmata. Nun me ce pozzo vede’ a balla tutta gnuda ‘ntorno ar tavolo der papi co’ artre ballerine  cor culo de fora. E mascheramme da bocassini poi, nun se pò. Io so’ na politica seria, na sindacalista coi controcazzi!

Ve confido che spero nej amici dell’UDDICCI, li mortacci loro, co’ rispetto parlanno, che se li cognosco bene, cor cazzo che si arzeno dai seggioloni. Ma nu se pò mai sape’. Se li possono puro comprà. Nun sarebbe poi la prima vorta.

A Batman nun te potevi fa i cazzi tua? E nun lo dico pe’ recriminà, ma solo come ‘na costatazzione.

Comunque cammerati mia, so’ cazzi amari pe’ tutti, pure quel gran fijo de Alemanno mo’, vo’ fa’ er moralista, lui c’ha assunto manipoli de cammerati e parenti vari, lui mo’ vole rifonna la destra. Alemanno er censore. Ma nun ce facesse scompiscia’. Ma che se l’annasse a pija’ in quer posto.

In attesa degli avvenimenti intanto che mi fanno dimette’ tanti cari ejaejaalalà dala  vostra indimenticabbile governatrice.

Pubblicato da: carlociufelli | settembre 7, 2012

SULMONESI: attenti alla pelle ovvero “scale e tabacchi”.

Photo by Maria Trozzi

Dopo la campagna contro l’afa, anche quest’anno il ministero della salute sta per lanciare la consueta campagna contro il fumo.

Nell’ambito delle autonomie locali solo a Sulmona la meritoria iniziativa, volta a salvaguardare la salute dei cittadini dai danni da tabacco, sarà abbinata a una intensa attività informativa per ridurre i Rischi di Caduta da Scale. E’ purtroppo previsto che i sulmonesi da quest’anno vedranno  crudelmente incrementati tali rischi dalla scellerata messa in opera della “scala asimmetrica” che ha sostituito la precedente, nel riuscitissimo sforzo di rovinare la pregevole area di San Rocco.

Con un innegabile senso di humor, la duplice campagna è stata chiamata “Scale e Tabacchi”.

I cittadini che hanno provato questa offensiva scala si sono resi conto, pur senza essere laureati in architettura, che una delle cose più naturali che ogni uomo impara a fare subito dopo aver appreso a camminare, e cioè scendere le scale, grazie al genio di chi ha ideato questa opera (?), diventa cosa assai pericolosa se nello scenderla involontariamente si segue il percorso più breve, e cioè perpendicolare all’accesso scala. Come è da sempre naturale. A quel punto ci si trova ad affrontare di sbieco ogni gradino, soprattutto se ci si appoggia al corrimano. E in questo modo è facile che i più anziani possano salutare i loro femori!

Bisogna provare per credere, magari indossando casco e protezioni varie (paragomiti, ginocchiere ecc).

In attesa che questa amministrazione comunale, che ricorderemo per le mille promesse, tutte rigorosamente non mantenute,e per i mille, per lo più inutili, cartelli, ne apponga uno che segnali il pericolo all’utenza in discesa offriamo (grazie a Maria Trozzi) una foto che ritrae la scala assassina  sottobraccio a Sgarbi, suo noto disistimatore.

Un ultimo avviso, valido sia per i “discendenti e per i salenti”: se cadendo vi fate male siamo sicuri che la giunta con sindaco (?) e assessore competente (?) saranno ben lieti di pagare di tasca loro, insieme al progettista (quello vero, però), tutti i danni. Inoltre come di consueto si impegnano sin d’ora ad offrire ai “caduti” una medaglia che ne attesti la incorreggibile  “sulmonesità”.


 di Maria Trozzi

Non è il solito sulmonese con l’hobby della critica ad ogni costo, né il personaggio tipico locale che ha tempo e giudizi da spendere, questa volta è il critico d’arte Vittorio Sgarbi a prendere atto che gli interventi su piazza Minzoni e piazza Margherita, attorno alla chiesetta di san Rocco  ..sono uno schifo!”. Dieci minuti a passeggiare per il centro storico di Sulmona hanno fatto saltare la mosca al naso al politico. Appena dopo l’arco dell’acquedotto, girato l’angolo, si svela il misfatto. “Ma chi è, chi sono questi ..! Sgarbi chiede informazioni sugli artefici dei vandalismi architettonici perpetrati su piazza Minzoni. Il travertino lucido spezza l’armonia dell’antica pietra del centro storico e i motivi insignificanti delle moderne ringhiere sono un’offesa al ferro battuto che impreziosisce dall’alto la storia dell’architettura locale, la mano esperta degli artigiani di un tempo è stata mozzata! Sgarbi è disgustato da tanta criminale improvvisazione dell’ arredo urbano perché merita cura e attenzione la città del poeta latino Ovidio, deliziosa bomboniera che addolcisce il suo soggiorno con mille sorprese. Uno scempio del genere non se l’aspettava. Interventi approssimati” e sorride alla follia dello scivolo che fiancheggia la discesa della piazzetta violentata. A pochi metri la facciata della chiesa della Tomba lo rincuora. E’ tardi e a rovinarsi l’umore prima di andare al ristorante non è proprio cosa! A piazza Carmine il critico svolta a destra, un manipolo di artisti e giornalisti lo segue. Prende la discesa e arriva dritto a piazza Garibaldi.

All’altezza del fontanone di nuovo s’arresta, lì di fronte Un altro schifo!. Il critico d’arte sembra ricevere un pugno ad un occhio quando s’imbatte nell’atrocità messa in cantiere su piazza Margherita che soffoca la chiesetta di san Rocco. Accelera il passo per constatare se dall’altro lato della piazza ci sia uno specchio d’acqua che giustifichi la presenza di blocchi squadrati, pietra color gesso, funzionali solo per immaginari tuffi nell’inesistente piscina. Resta deluso: “Orridi” commenta e conclude la visita spiegando che sulla piazza l’intervento in atto è tutto sbagliato ..ma fermateli!”. Che dire poi della scala realizzata, contraria ad ogni regola di costruzione? E’ sufficiente mettersi in posa per una foto in cui il critico assume un’espressione sibillina, volge gli occhi al cielo quasi ad esortare l’intervento degli dei per riparare al disastro. Perché lasciate fare a chi non sa apprezzare il grandioso patrimonio architettonico ricevuto in eredità?” domanda e si guarda attorno un po’ spiazzato. Sale in auto, fortunatamente si rifarà gli occhi nel corso della visita pomeridiana all’ abbazia Celestiniana. Approvare progetti indegni e affidare lavori che sperperano denaro pubblico, facendo a pezzi la storia e la dignità di Sulmona, fa dubitare sul fatto che qualcuno ricordi che questa è una Città D’Arte!

 Nota del Blog: Ora mi aspetto che il solito anonimo, che insulta chi osa criticare gli atti vandalici, utilizzando la sede di Ucronie, si faccia vivo con il suo solito eroismo insultando, sempre anonimamente, anche Vittorio Sgarbi!
Pubblicato da: carlociufelli | agosto 25, 2012

Da sindaco di pochi a sindaco di nessuno.

Negli ultimi due giorni sono state diffuse, a delizia della città, due pregnanti “note” di federico (non secondo, anzi speriamo l’ultimo…).

La prima riguardante una dotta sua documentata elucubrazione sul rapporto tra i topi che infestano Sulmona e l’aumento delle paghette degli amministratori dell’Aquila. Puro spirito (senza doppi sensi).

La seconda su immaginifiche creazioni di posti di lavoro (grazie a Ikea o  Megalò!), già persi,  derivanti dalla tenace azione  della sua giunta, proprio quella dei balletti e piroette, fatta a sua immagine e somiglianza.

Prescindendo dal contenuto, e non credendo più nessuno, nemmeno i famigliari, alle continue promesse di questa amministrazione dimostratasi completamente incapace, la novità è che il sindaco non firma i suoi scritti come tale, ma come coordinatore del PdL, partito dichiarato in liquidazione finanche dalla proprietà!

Sapevamo da tempo che Sulmona non avesse un Sindaco, cioè una persona che viene eletta per essere l’amministratore di tutti i cittadini. E in questi anni il coordinatore ha fatto di tutto perché non cambiassimo idea.

E’ buona cosa che un vero sindaco, una volta eletto, anche se grazie al viatico di partiti e coalizioni varie e variabili, dovrebbe avere la capacità, e direi anche la dignità, di essere amministratore dell’intera collettività e non solo degli amici e comparucci. Dovrebbe, restituendo eventuali obsolete tessere, amministrare “laicamente”, anche nell’interesse di chi non lo ha votato. Proprio di questi dovrebbe conquistare la fiducia e la stima, anziché, quotidianamente,  fare di tutto per perdere la fiducia di chi lo votò, e ora se ne pente…

A Sulmona no! Abbiamo un sindaco che invece si fregia addirittura del gran titolo di coordinatore del PdL! E come tale, e non come sindaco, parla e agisce.

Al di là dei suoi incomprensibili farfugliamenti su facebook, rivolti vilmente ai miei Avi (come se io per criticare la sua grande incapacità, alludessi ai suoi familiari…), frasi delle quali poi, a precisa e reiterata richiesta,  non ha il coraggio civile di spiegare il senso, il coordinatore ben poco riesce a fare per la nostra sfortunata Città. Eppure sotto elezioni quando si esibiva spavaldamente  sul palco raccontava ai “plaudentes” che molto avrebbe potuto fare per Sulmona, anche per la concomitanza di un governo nazionale di destra, uno regionale di destra,  e per la mai avuta e irripetibile contemporanea presenza di tre parlamentari peligni nella maggioranza berlusconiana! Lo abbiamo visto…

Ricordiamo come se fosse ieri le sue promesse elettorali, e quelle con le quali  poi  periodicamente con i suoi assessori ha riempito i giornali (locali per fortuna): casinò, grattacielo, megastadio, solo per citare le più simpatiche trovate. E che dire della raccolta differenziata a porta a porta che da qualche anno, ci assicurano parta il mese prossimo? Un momento di piccola notorietà fuori Sulmona è riuscito ad averla, solo come esperto, con le sue divertenti teorie sulla etiopatogenesi genetica dell’omosessualità!

Per il resto promesse, solo promesse e nessun progetto. Ricordiamo la prima pietra dell’ospedale (!…), l’atteggiamento nei confronti della Snam con l’elettrico suo assessore che fa tutto il contrario di quello che dice il coordinatore prossimo exsindaco. E come potremo dimenticare  le scelte sulla Cultura, con la chiusura del Cinema exPacifico, poi del Teatro. E il trattamento riservato al compianto Professor Giuseppe Papponetti per il premio Capograssi, lo vogliamo dimenticare? E l’Eremo di Celestino V ancora chiuso? E il Liceo Classico?

Per non parlare poi del vandalismo amministrativo. Come altro si potrebbe definire lo scempio di piazza Minzoni, per aver criticato il quale ricevetti insulti anonimi (addirittura poi inviati a nome di un innocente cittadino) dallo studio di architettura Ucronie dei soci Guerra (assessore) e Bolino. Per questo c’è una mia denuncia presso la Procura Competente. O l’intervento sull’area di San Rocco (di questo parleremo approfonditamente tra qualche giorno). E la stolta invasività di cartelloni, cartelli stradali, frecce di fantasiosi  cammini di apostoli che rendono assai difficile per i turisti fare delle belle foto dei nostri monumenti?

Ora che fa il coordinatore (liquidatore) del PdL, agli incontri tra sindaci del territorio Avezzano-Lanciano-Vasto per il problema Tribunale,  manda il suo fedele vice!

Una pessima amministrazione. Probabilmente la peggiore che Sulmona abbia mai avuto (e ne ha avute di non eccelse). Ora la chiusura, purtroppo,  con queste premesse e con una campagna elettorale oramai alle porte, fa temere il peggio! In cauda venenum?

RESISTI SULMONA!

Pubblicato da: carlociufelli | agosto 19, 2012

Da Leggere!

Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice italiana emigrata in California,  ha scritto a Passera la lettera che tutti avremmo voluto scrivergli.
Diciamole grazie e prendiamoci cinque minuti per leggerla, mezz’ora per meditarla e due mesi di lotta al rientro per cacciare questa gentaglia ..
e ripristinare la legalità europea violata!!!
 (Enrica M.)
Caro signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l’Italia petrolizzata.
Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare,
ai suoi progetti stile anni ’60 per aggiustare l’Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche’ non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.
Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
Lei non e’ stato eletto da nessuno e non puo’ pensare di “risanare” l’Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall’Algeria, corridoio Sud dell’Adriatico,
4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia? Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare? Ci dica.
I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d’Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria?
I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell’Emilia?
Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l’esplosione di tumori come all’Ilva per non farle fare certe cose,
tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?

Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera,
vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi,
vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche’ la sua regione – quella che ci dara’ questo 20% della produzione nazionale – e’ la piu’ povera d’Italia
.

Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c’e’. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa’,
amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.

Lo so che e’ facile far cassa sull’ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra’ domani, non oggi.
I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l’Italia e’ corrotta. E’ facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente.
Non e’ etico, non e’ morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente,
dopo averli lasciati in mutande perche’ non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell’Italia.

E no, non e’ possibile trivellare in rispetto dell’ambiente. Non e’ successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto? Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia – all’italiana,
senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore,
senza l’idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita’ – la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e’ il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e’ di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro “giornalista” Luca Iezzi.
Ed e’ dal 1969 che non ce le mettiamo piu’ le trivelle in mare perche’ non e’ questo il futuro.
Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla,
e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso
ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.

Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera’ nell’industria verde,
si chiamano 220,000 posti di lavoro verde
, si chiama programmi per rendere facile l’uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell’ambiente e’?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook
che chiunque seguira’ questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l’Italia sia una landa desolata
si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

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