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	<title>Carlo Alicandri-Ciufelli: un altro Abruzzo è possibile. &#187; Resistenza</title>
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		<title>Carlo Alicandri-Ciufelli: un altro Abruzzo è possibile. &#187; Resistenza</title>
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		<title>Sulmona Città del Rimpasto!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 14:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlociufelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non possiamo aver dimenticato!
E&#8217; passato poco più di un anno dai proclami sulla governabilità, dalle dichiarazioni sul nuovo modo di far politica, dalle argomentazioni apodittiche sulla garantita unità della maggioranza di destra, dalle affermazione dei grossi vantaggi che la nostra Sulmona avrebbe indiscutibilmente ricevuto dalla concordanza del neo sindaco con i due deputati e mezzo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlociufelli.wordpress.com&blog=3293037&post=840&subd=carlociufelli&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_841" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-841" title="PASQUA 2009 003" src="http://carlociufelli.files.wordpress.com/2009/08/pasqua-2009-003.jpg?w=300&#038;h=225" alt="palle e palloncini a Sulmona" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">palle e palloncini a Sulmona</p></div>
<p style="text-align:justify;">Non possiamo aver dimenticato!</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; passato poco più di un anno dai proclami sulla <strong>governabilità</strong>, dalle dichiarazioni sul <strong>nuovo modo di far politica</strong>, dalle argomentazioni apodittiche sulla <strong>garantita unità della maggioranza</strong> di destra, dalle affermazione dei <strong>grossi vantaggi</strong> che la nostra Sulmona avrebbe indiscutibilmente ricevuto dalla <strong>concordanza</strong> del neo sindaco con i due deputati e mezzo (Pelino-Scelli ed Aracu- ora quest&#8217;ultimo in tutte altre faccende giudiziarie finalmente occupato) dello stesso partito o popolo.</p>
<p style="text-align:justify;">E sembra evidente che invece, come previsto da alcuni e non per semplice pessimismo, ci risiamo. Ancora una volta. </p>
<p style="text-align:center;"><strong>A SULMONA SI RIMPASTA!</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ma come è possibile ora che c&#8217;è un partito unico alla barra del timone municipale? Ora che non ci si trova davanti a rissose coalizioni difficili da gestire? E l&#8217;unità nel nome del grande presidente-proprietario del popolodellalibertà dov&#8217;è stata rottamata?</p>
<p style="text-align:justify;">Sentiamo con apprensione di vigorose pretese assessorili da parte di fantasiose correnti (liberalsocialisti- democristiani di secondamano &#8211; forzitalioti della primora- cattolicilaici- e così via).  E quindi i motivi &#8211; e le speranze mal riposte- per i quali molti dei Sulmonesi avevano votato dall&#8217;altra parte, vengono definitivamente spazzati via dai fatti. Come al solito gli interessi e le ambizioni di pochi prevalgono sugli interessi della nostra comunità.</p>
<p style="text-align:justify;">Sulmona è esclusa dal cratere, Avezzano è attiva nell&#8217;opera di supplenza del Capoluogo distrutto. Sulmona, dove tutti si concordava sulla priorità dei temi culturali (vedi i programmi elettorali) stenta a mettere in piedi un cartellone estivo, e appare come non mai, senza idee, senza slancio e quindi senza prospettive che non siano caritatevoli provvedimenti continuamente annunciati dopo incontri con ministri e sottosegretari. </p>
<p style="text-align:justify;">E se l&#8217;opposizione, o meglio se la cittadinanza intera, si decidesse a battere un colpo prima che sia troppo tardi? O preferiamo assistere all&#8217;epilogo di uno spettacolo già tante volte rappresentato sul palco del  teatrino Sulmonese? </p>
<p style="text-align:justify;">Da parte nostra siamo sempre più convinti che <strong>UN&#8217;ALTRA SULMONA E&#8217; POSSIBILE!</strong></p>
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		<title>Meno male che da noi si è civili&#8230;</title>
		<link>http://carlociufelli.wordpress.com/2009/05/23/meno-male-che-da-noi-si-e-civili/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlociufelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni mesi fa, un villaggio del cuore dell&#8217;Amazzonia sino ad allora nemmeno sfiorato dalla civiltà a causa della sua nascosta posizione geografica, fu casualmente raggiunto da un gruppo di antropologi italiani.
Superato il primo momento di grande stupore, gli studiosi si resero conto di poter studiare alcuni comportamenti umani per nulla influenzati da stratificazioni culturali. Si trovavano di fronte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlociufelli.wordpress.com&blog=3293037&post=767&subd=carlociufelli&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-769" title="Stregone" src="http://carlociufelli.files.wordpress.com/2009/05/stregone1.jpg?w=150&#038;h=118" alt="Stregone" width="150" height="118" />Alcuni mesi fa, un villaggio del cuore dell&#8217;Amazzonia sino ad allora nemmeno sfiorato dalla civiltà a causa della sua nascosta posizione geografica, fu casualmente raggiunto da un gruppo di antropologi italiani.</p>
<p style="text-align:justify;">Superato il primo momento di grande stupore, gli studiosi si resero conto di poter studiare alcuni comportamenti umani per nulla influenzati da stratificazioni culturali. Si trovavano di fronte l&#8217;uomo primitivo con le sue poche regole. Che differenza con i contemporanei! Le difficoltà di lingua vennero superate grazie ad una guida locale il che rese la loro ricerca davvero straordinaria.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli abitanti del villaggio, che, poveri loro,  non sapevano che cos&#8217;è una democrazia, erano governati da un anziano di piccola statura, con un copricapo fatto da peli di scimmia a simulare una folta capigliatura, con il viso variopinto per nascondere i segni della vecchiaia. Da tutti era chiamato ILPAPI.  Era stato scelto, o meglio si era proposto come salvatore, dopo che il precedente capo villaggio era stato sorpreso a rubare le provviste della comunità, ed era fuggito lontano. Ilpapi, che sino ad allora sbarcava il lunario con un  traffico di capanne, favorito dal capo poi esiliato al quale girava parte dei guadagni, sempre con l&#8217;aiuto di questo capo, si inventò un modo per guadagnare con lo spettacolo e l&#8217;informazione (che genialmente rese assimilabili) : tutti i tamtam della valle divennero suoi, solo lui organizzava balletti osceni che ipnotizzavano i selvaggi. Girava circondato da alcuni fedelissimi (già collaudati dal precedente capo che lui aveva riciclato a costo zero) ai quali gettava i resti dei suoi lauti pasti, e da numerose minorenni seminude con le quali distraeva e corrompeva gli abitanti del villaggio.  Gli studiosi si meravigliarono della facilità con la quale l&#8217;ometto aveva conquistato il potere, rallegrandosi di far parte di quel mondo civile dove la democrazia avrebbe impedito facilmente analoghe oscene avventure.</p>
<div id="attachment_770" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-770" title="amaz2102" src="http://carlociufelli.files.wordpress.com/2009/05/amaz2102.jpg?w=150&#038;h=118" alt="Canale TAMTAM 5" width="150" height="118" /><p class="wp-caption-text">Canale TAMTAM 5</p></div>
<p style="text-align:justify;">Indagando ulteriormente, vennero a conoscenza dell&#8217;abrogazione da parte di Ilpapi, di tutte quelle leggi dei padri che in qualche modo lo avrebbero potuto danneggiare. Inasprendo nel contempo tutte quelle leggi che  gli consentivano di governare praticamente senza opposizione alcuna. Inasprì le leggi che punivano chi si accoppiava con minorenni, ma non era il capo. Creò  strane leggi per le quali il capo non poteva nemmeno essere giudicato per dieci anni, e nello stesso tempo decise che nessun reato potesse essere perseguito dopo dieci anni dalla denuncia. Come ridevano gli studiosi italiani, ironizzndo sul livello di civiltà dei primitivi: avevano un dittatore e non se ne erano accorti!</p>
<p style="text-align:justify;">Scoprirono che il capo aveva corrotto lo stregone, garantendogli il controllo completo delle anime dei selvaggi, oltre all&#8217;esenzione da ogni tributo, e partecipando alle celebrazioni religiose sempre in prima fila! Lui comunque era esentato da ogni regola religiosa, che però imponeva agli altri. Anche qui venne sottolineato dai ricercatori che in Europa la distinzione tra stato e chiesa è sancita da secoli e nessuno si sognerebbe mai di tornare al medio evo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma la meraviglia maggiore la provarono quando riuscirono a parlare con la moglie ufficiale del papi, la quinta, avendo egli mangiate le prime quattro. Il capo era stato sino a qualche anno prima un furioso erotomane: aveva approfittato sessualmente di tutte quelle poverette che volevano diventare famose grazie ai pressanti messaggi dei tamtam. Confessò la first lady che solo la vecchiaia lo aveva costretto a utilizzare le giovani seminude delle quali amava circondarsi, esclusivamente come ornamento.</p>
<p style="text-align:justify;">A questo punto gli antropologi, nauseati da tanta primitività sociale, desiderosi come non mai di una boccata di civiltà, decisero di ripartire per il nostro paese che sin dai tempi di Romolo e Remolo era a ragione considerato civilizzato. La fama delle loro ricerche li aveva però preceduti ed all&#8217;areoporto di Fiumicino trovarono a riceverli il nostro presidente circondato da due-tre ministre veline e qualche minorenne napoletana.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
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		<title>Memoria corta, anzi cortissima.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 15:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlociufelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pietro GOBETTI da LA RIVOLUZIONE LIBERALE &#8211; A.2, n.33 (30.10.1922).

COMMEMORAZIONE
Riporto ampi stralci dell&#8217;articolo di P.G. pubblicato &#8220;dopo un anno di esperimento fascista&#8221;. Le tante, davvero troppe similitudini con il primo anno del nuovo governo di destra, rendono attualissimo lo scritto di quasi 90 anni fa. Purtroppo!  

&#8220;Mussolini ha superato tutti gli esempi di trasformismo, di insincerità, di compromessi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlociufelli.wordpress.com&blog=3293037&post=692&subd=carlociufelli&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-693" title="pierogobetti" src="http://carlociufelli.files.wordpress.com/2009/03/pierogobetti.jpg?w=318&#038;h=333" alt="pierogobetti" width="318" height="333" />Pietro GOBETTI</strong> da <em>LA RIVOLUZIONE LIBERALE</em> &#8211; A.2, n.33 (30.10.1922).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">COMMEMORAZIONE</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Riporto ampi stralci dell&#8217;articolo di P.G. pubblicato &#8220;dopo un anno di esperimento fascista&#8221;. Le tante, davvero troppe similitudini con il primo anno del nuovo governo di destra, rendono attualissimo lo scritto di quasi 90 anni fa. Purtroppo!  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">&#8220;Mussolini ha superato tutti gli esempi di <strong>trasformismo, di insincerità, di compromessi, di ricatti</strong>. In un anno di governo ha spezzate tutte le resistenze, ha costretto tutti gli uomini a piegarsi, a rinunciare alla loro dignità. Ha ridotto alla schiavitù liberali, democratici, popolari. Passa sopra tutte le differenze. Costringe col metodo dei compensi operai e industriali a far coesistere allegramente i loro interessi antitetici. Spezza le distinzioni, le responsabilità precise, la fermezza dei caratteri e l&#8217;intransigenza onesta delle idee. […] Il romagnolo ha l&#8217;istinto del <strong>condottiero di ventura, la pregiudiziale che gli uomini devono servire lui, il gusto per l&#8217;unanimità cortigiana</strong>. La sua politica verso i partiti ha la teatralità di tutti i deboli e ignora che i grandi statisti hanno sempre saputo dominare le differenze della realtà senza sopprimerle.<span>  </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    Ma noi contestiamo alle opposizioni il diritto di seguirci in queste critiche.[…].</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    Solo chi ha avuto un moto di ribellione in quei giorni, chi non ha calcolato, <strong>chi si è sentito di un&#8217;altra razza preoccupandosi di un problema di decoro personale e non della popolarità, ha il diritto di non essere fascista</strong>. Gli altri sono <strong>aspiranti fascisti insoddisfatti</strong>: e bisogna rompere il blocco dell&#8217;antifascismo perché c&#8217;è molta gente che vuole realizzare.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">    Gli oppositori più melanconici parlano di libertà violata, si richiamano allo Statuto albertino. Lo Statuto albertino in 75 anni non ha certo aspettato che Mussolini lo violasse per primo. Quando </span><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/bonomi.htm"><span style="color:black;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Bonomi</span></span></a><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> o i democratici sociali parlano di Statuto e di libertà, noi non possiamo non sorridere, perché ci vien fatto di pensare malignamente ad un&#8217;offerta non accettata di collaborazione.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    […]. <strong>La tirannide di Mussolini è ben più sottile e raffinata di quel che possa credere un costituzionalista: eppure le accademiche parlate di Albertini attestavano che in Italia rimanevano delle persone bene educate, disposte a discutere di principi tra camice nere e mani levate per il saluto romano</strong>. Un uomo che ha avuto questa fermezza pedagogica avrebbe anche dovuto permettere che si precipitasse contro di lui e contro la sua opera la violenza di una spedizione punitiva. Nessun danno alla causa se le lezioni di stile avessero dovuto diventare eroiche.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">    L&#8217;opposizione tecnica di </span><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/amendola.htm"><span style="color:black;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Amendola</span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> e di </span><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/ruini.htm"><span style="color:black;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ruini</span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> nel <em><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/mondo.htm"><span style="color:black;">Mondo</span></a></em> non ha certo la stessa efficacia della disquisizione accademica di un conservatore. Il <em>Mondo</em> non ha dato tregua alle iniziative del governo: sa ricordare al momento giusto che <strong>la lira, nonostante le promesse di Mussolini, non è salita</strong>, denuncia gli errori del discorso </span><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/destefani.htm"><span style="color:black;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">De Stefani</span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">, mostrando che il bilancio non migliora, svela il parassitismo delle cooperative fasciste, più fameliche di quelle socialiste, sfrutta il <strong>malcontento democratico per le riforme del <a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/gentile.htm"><span style="color:black;">Gentile</span></a>, si sdegna per la sfacciata caccia fascista alle cariche, per l&#8217;iniqua distribuzione delle opere pubbliche, per le bugie dei comunicati ufficiosi</strong>. Questa critica piace ai piccolo-borghesi. Ed è pacifico che l&#8217;aristocrazia nuova di Mussolini ha molto da imparare dalla perizia di uomini come Ruini. Per l&#8217;ordinaria amministrazione le creature del regime giolittiano valgono tutti gli </span><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/acerbo.htm"><span style="color:black;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Acerbo</span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> e i </span><a href="http://www.erasmo.it/liberale/testi/indici/finzi.htm"><span style="color:black;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Finzi</span></span></a><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> del nuovo mondo. Non con le camice nere e coi nuovi funzionari stipendiati per i servigi resi nella guerra civile si va verso il pareggio. È certo che nell&#8217;esperimento le condizioni finanziarie e amministrative della nazione sono scandalosamente peggiorate. Dunque il <em>Mondo</em> ha ragione. Ma non ci convince il tono. Tutto questo in sostanza è un collaborare con la critica. <strong>Mussolini potrebbe migliorare la tecnica, diminuire gli scandali e gli accaparramenti, frenare la fame dei suoi collaboratori e resterebbe per noi un irreducibile questione di principio.</strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    <strong>Lo stile: ecco ciò che non si vede facendo il bilancio. Le sagre e l&#8217;educazione alla politica del tresette significano un deficit che da solo basta a far fallire qualunque amministrazione statale.</strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]    Vogliono l&#8217;unanimità in politica estera. Propongono consolanti dimostrazioni imperiali alle fantasie piccolo-borghesi degli italiani. Infatti per i nostri connazionali non i fatti importano ma l&#8217;enfasi di una dimostrazione ben riuscita in piazza e la voce grossa del fanatismo presuntuoso. Segreti di regime demagogico se si pensa che Mussolini ha rinnegato ogni nazionalismo programmatico e vien facendo per la popolarità la più grossolana delle politiche pacifiste: quella dell&#8217;inerme che minaccia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    <strong>Quale sarebbe dunque il responso dei fatti? Fallimento e crisi generale. Ma c&#8217;è un fatto che sta sopra tutti i fatti: il regime si è consolidato, trionfa di tutte le opposizioni, canzona tutti gli avversari. Se il bilancio è rovinoso l&#8217;Italia è contenta e contro questa inesorabile realtà si spuntano tutte le critiche più sottili dei malcontenti. Essi sono più colpevoli delle classi dominanti. Il recente tentativo di creare il mussolinismo accanto al fascismo è stata la prova più pietosa della mancanza di dignità negli italiani non fascisti. La gara nel servilismo non poteva svelarsi più ripugnante.</strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    Dopo un anno di esperimento gli italiani non hanno imparato nulla. […] Essi [gli oppositori] sperano di giocare Mussolini sul terreno parlamentare e con le astuzie della politica. Essi non si sono accorti che Mussolini li vale tutti, che la ricchezza dei suoi espedienti è addirittura fantastica, che devono confessarsi novellini di fronte al nuovo domatore e alle sue capacità di non tener fede ai patti, di guadagnare la popolarità ad ogni costo, di asservire abbagliando e lusingando.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    Se questi sono gli oppositori approviamo Mussolini quando dice che starà al potere trent&#8217;anni. Basta tale minaccia per ridurre alla mansuetudine un avversario di cinquant&#8217;anni, sia pur ostinatamente fiducioso nella propria longevità! Mussolini conosce i suoi polli e vedendo le paure degli avversari si potrebbe anche credere alla sua forza. E&#8217; probabile che con istinti così ferocemente collaborazionisti Giovannini e Bonomi, Savelli e i giolittiani rimarranno a bocca asciutta. E dovremo riconoscere un incantevole moralista nel presidente corruttore.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    Solo <strong>di fronte a chi non ha ufficio o lucro da chiedergli l&#8217;uomo è disarmato.</strong> Il presidente corruttore che contamina e piega ciò che tocca non può nulla contro l&#8217;intransigenza. Ora noi siamo contenti di noi stessi, del nostro sistema cerebrale, se un anno fa la legge del mussolinismo ci fu chiara e riuscimmo a conservare la nostra libertà mantenendocene degni. Agli antifascisti che ci espongono i loro programmi di blocchi e di realizzazione possiamo chiedere sorridendo un noviziato di disperazione eroica. Forse il disinteresse sarà il migliore machiavellismo; il solo capace di sconcertare un trasformista e un domatore, di fargli sentire che ci sono valori contro i quali la sua abilità non conta.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:5.25pt 0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">    Dopo dodici mesi di esperimento noi ripetiamo l&#8217;esortazione all&#8217;intransigenza: e questo pare la nostra forza.&#8221;</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span>p. g.</span></em><span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
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		<title>Sulmona nella seconda guerra mondiale.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 11:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlociufelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[sulmona]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
E si divisero il pane che non c’era
 
Esce, in questi giorni, la nuova edizione del libro “E si divisero il pane che non c’era”, stampato a cura dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail” dall’editrice Qualevita di Torre dei Nolfi (Aquila). Il libro è il frutto d’una ricerca storica più che decennale, promossa e realizzata da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlociufelli.wordpress.com&blog=3293037&post=683&subd=carlociufelli&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:14pt;"><strong><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><em><span style="font-size:26pt;"><strong><span style="font-family:Times New Roman;"><img class="alignleft size-full wp-image-684" title="pane" src="http://carlociufelli.files.wordpress.com/2009/03/pane.gif?w=137&#038;h=203" alt="pane" width="137" height="203" />E si divisero il pane che non c’era</span></strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><em><span style="font-size:18pt;"><strong><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;">Esce, in questi giorni, la nuova edizione del libro “</span><span style="font-size:12pt;"><strong>E si divisero il pane che non c’era</strong></span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;">”, stampato a cura dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail” dall’editrice Qualevita di Torre dei Nolfi (Aquila). Il libro è il frutto d’una ricerca storica più che decennale, promossa e realizzata da docenti e studenti del Liceo Scientifico Statale “Fermi” di Sulmona. Iniziativa culturale, sollecitata dalle Associazioni internazionali dei Prigionieri di guerra anglo-americani, sfociata nella pubblicazione della prima edizione del libro, avvenuta nel 1995. Il libro raccoglie testimonianze, documenti d’archivio, sintesi di numerose memorie, scritte da ex-prigionieri che furono accolti, sfamati e aiutati dalle famiglie della Valle Peligna, della Valle del Sagittario, della Valle Subequana, della Marsica. In sintesi, si tratta dell’epopea dell’Abruzzo montano. Un singolare fenomeno, definito dalla storiografia più recente: <span> </span>“Resistenza Umanitaria” .</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">I nove capitoli, di cui si compone il libro, rappresentano la sintesi straordinaria di quei nove terribili <span> </span>mesi di guerra, che vanno dal 27 agosto 1943, primo bombardamento sulla città di Sulmona e<span>  </span>in Abruzzo fino al giugno del 1944, con l’arrivo degli Alleati. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:12pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un libro che merita di essere letto e conservato. Come disse, il 23 settembre 1999, nella visita ufficiale in Abruzzo, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi: “Bellissimo libro che hanno scritto gli alunni e gli insegnanti di una scuola di Sulmona e che io conservo gelosamente”. Ma i giudizi sul libro sono numerosi <span> </span>e lusinghieri. L’ambasciatore britannico in Italia, Richardson, nella sua visita al Liceo di Sulmona, come gesto di amicizia italo-inglese e di gratitudine per la solidarietà dimostrata dai sulmonesi verso i prigionieri di guerra del Campo 78, ha scritto: “Fascinating and moving reading” (“Lettura affascinante e commovente”). E il quotidiano “Il Giorno”, che per primo pubblicò un’intera pagina dedicata al libro, lo definisce: “Un volume ricco, dettagliato e di formidabile forza emotiva”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;">Giovanni Bachelet, il figlio di Vittorio, assassinato dalle Brigate Rosse, in qualità di Presidente dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, con sede al Liceo Scientifico di Sulmona, presenta la Nuova Edizione con queste parole: </span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;">«Questo libro custodisce le lacrime e il sangue di molti uomini e donne che hanno testimoniato, spesso con il sacrificio della vita, la fedeltà a fondamentali valori umani. Una lezione che non può e non deve essere dimenticata. La vita di coloro che in tempo di guerra hanno affermato la dignità della persona umana difendendola dalla barbarie merita di essere conosciuta, ricordata e, soprattutto, imitata. Queste pagine, nel rievocare un passato che vorremmo non tornasse mai più, forniscono infatti esempi di coraggio e generosità, di virtù morali e civili preziose anche in tempo di pace, nel presente e nel futuro: preziose per resistere in ogni tempo all’indifferenza che ci fa chiudere gli occhi sull’ingiustizia e sulla sofferenza degli altri. »</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La presentazione ufficiale del libro avrà luogo a Sulmona, <strong>SABATO 18 APRILE, alle ore 18,00</strong> all’Auditorium di Palazzo dell’Annunziata, in corso Ovidio, con la partecipazione di numerosi testimoni e l’intervento di storici e intellettuali. <span> </span><span> </span><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-variant:small-caps;">NOTA</span></span><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;">:</span></span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"> Il libro può essere richiesto <span> </span>all’Associazione Culturale “Il sentiero della Libertà/Freedom Trail”, presso il Liceo Scientifico Statale <span> </span>Fermi di Sulmona, oppure telefonando alla prof.ssa Adelaide Strizzi (cell.</span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"> 3492670922).</span><span style="font-size:12pt;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ass. Cult. “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”- <span> </span>Sulmona</span></span></span></em></p>
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