Pubblicato da: carlociufelli | luglio 8, 2011

Conviene superare i limiti della civile convivenza?

 I lettori di questo blog hanno potuto seguire il dibattito sulla “riqualificazione” di Sulmona, dibattito  che è scaturito dal post critico sui lavori, in corso ormai da lungo tempo, in piazza Minzoni. Oltre al mio modesto contributo, nel dibattito sono intervenuti diversi cittadini e con pregevoli idee e proposte. Ma sin dall’inizio un molto anonimo lettore (pingo)  ha contestato il diritto di tutti gli altri a non apprezzare tale “artistica” realizzazione. Nulla da eccepire: ognuno può manifestare le sue idee, anche il signor pingo. Ma certo non sono apprezzabili il tono da lui usato, assai poco urbano, (tra l’altro il lavoratore pingo invitava tutti ad andare a lavorare, quasi fosse lui l’unico vero prestatore d’opera della Valle Peligna!) e soprattutto, in una società di Uomini, l’anonimato.

Il dibattito sul blog continuava a suscitare interessanti interventi, anche al di fuori della rete per contatti diretti, e qualche cittadino raccoglieva così l’invito  all’impegno per la difesa di Sulmona.

Tutto ciò evidentemente non poteva non infastidire il difensore d’ufficio dell’opera (?) urbana, che interveniva nuovamente inventandosi un nome e cognome (tale Alfonso Giacobini), ma mantenendo oltre al consueto tono poco educato, anche lo stesso IP (Internet Protocol Address) dell’inurbano pingo. Si possono direttamente leggere, tra i commenti al post “Sulmona è anche nostra” di questo blog, sia il commento firmato dalla “arguta” penna del “lavoratore” pingo sia quello dell’artista sig.Giacobini. Sempre sui commenti sono leggibili, ed è  utile confrontare con il tono degli anonimi,  le risposte mie e di qualche lettore, sempre perfettamente nei limiti di un dibattito civile.

Alla lettura di un successivo mio post sullo stesso argomento, “Sutor ne ultra crepidam”, l’attento e fedele, ma assai poco civile, lettore si riteneva autorizzato ad inviare, sempre dallo stesso IP, ma con un nome ed un cognome ancora una volta diversi, un messaggio di soli insulti alla mia persona.  Il nome utilizzato questa volta è quello di tale Claudio Incorvati, ma, essendo l’IP sempre lo stesso, non si capiva se trattavasi finalmente dell’autore che, diventato  coraggioso, declinava le sue generalità, o se ci si trovava dinnanzi ad un  furto d’identità di persona realmente esistente, ma ignara del fatto che il suo nome venisse utilizzato in tale disdicevole attività. Sarà la magistratura ad accertare anche questo particolare, perché  il furto di identità mediante internet costituisce grave reato, punito con la reclusione sino ad un anno (vedi Cassazione). Non ho pubblicato gli insulti, in qualità di moderatore del blog, sia per evitare ai lettori tanta gratuita volgarità, sia per difendere l’autore, poveretto, da più pesanti addebiti giudiziari (da ingiuria si sarebbe passati alla diffamazione).

Da cittadino civile ho evitato di scendere a livello di insulti da ubriachi. Ed ho fatto quello che la legge (che, badate bene, esiste ancora nel nostro Paese a dispetto di  interpretazioni ad personam di politici -per non fare nomi basta citare l’attuale premier…-), prevede in tali casi.

Il 3 luglio, pertanto,  mi sono recato presso la Sezione di Teramo della Polizia Postale e delle Comunicazioni e ho sporto regolare denuncia-querela.

Nel corso della redazione della denuncia, agli accertamenti preliminari la Polizia Postale riscontrava che l’IP utilizzato per l’invio di TUTTI e tre i commenti (pingo-Giacobini-Incorvati) risultava assegnato “staticamente” dalla Telecom Italia spa alla ditta Ucronie di Sulmona. Dai successivi accertamenti effettuati, sempre dalla Polizia Postale, presso la banca dati della Camera di Commercio risultava che tale ditta è di proprietà di tali BOLINO Antonio e GUERRA Nicola, entrambi di Sulmona.

E’ stato verbalizzato che il primo socio è l’autore del progetto dei lavori di piazza Minzoni, mentre l’altro comproprietario della ditta è l’attuale assessore comunale ai Lavori Pubblici.

Copia della denuncia-querela è stata inoltrata, da parte della Polizia Postale, all’Autorità Giudiziaria competente per i provvedimenti del caso.

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Risposte

  1. grande Carlo, ben fatto!

  2. Grazie Carlo, senza il tuo intervento, avremmo continuato ad ingoiare in silenzio queste violenze

  3. Vedo che anche voi a Sulmona selezionate una classe dirigente niente male!!!
    poveri noi… :(

  4. Certa gente o “tenta” di nascondersi dietro un computer per insultare o pensa di essere al di sopra della legge. Gli è andata male. D’altra parte chi non ci mette la faccia nelle cose vuol dire che ha la coda di paglia, sa di essere nel torto. Complimenti cuggì, ben fatto!

  5. Credo che la cosa sia davvero odiosa. E mi dispiace molto perché, per quel che lo conosco, ritengo Nicola Guerra persona per bene. Ora l’assessore deve riflettere seriamente se non sia il caso di scusarsi pubblicamente e chiarire la questione o se considerare l’ipotesi dimissioni. Non è un bell’episodio.

  6. Carissimo Carlo ho letto il tuo blog, sono felicissimo del tuo costante , persistente rinnovato impegno. E’ una risorsa
    per Sulmona , fonte di idee per la società, stimolo per una politica nuova.
    Grazie a te, compagno di strada
    Gino

  7. Solidarietà e condivisione.

  8. Un duplice oltraggio: alla memoria di Don Giovanni Minzoni e al BUON GUSTO!

  9. Che dire caro Professore è il mondo che stiamo attraversando a renderci tutti anonimi. Dispiace che nell’episodio di che trattasi sia impelagato il dott. Guerra, persona che non conosco personalmente ma di cui ho solo buone notizie.

  10. interessante

  11. Caro Adelchi, tutti anonimi o solo alcuni?

  12. Tutti anonimi per ragionare e solo alcuni per arraffare………

  13. Mi sembra che noi ragioniamo senza necessità di nasconderci. O sbaglio?

  14. Ciao Carlo, mi trovo in Slovenia e ho letto la notizia su Zac7 degli insulti al tuo blog. Solidarietà da parte mia!
    Ci vediamo presto,
    un saluto.
    Riccardo.

  15. NB (per chi sa leggere…) Il commento di insulti, che mi ha indotto alla querela, inviato a nome di persona estranea, non è stato pubblicato. Ho pubblicato solo quelli poco urbani e sempre anonimi.

  16. Ecco il perchè di quegli inutili lavori…mamma mia che scandalo!

  17. Caro dott. Ciufelli mi permetto una considerazione. Ma dove sarebbero gli insulti? Lei non ha pubblicato il commento con gli insulti quindi la valutazione è a fiducia. Lei cita tre interventi ingiuriosi ma leggendo l’intervento di tal Giacobini mi consenta non riscontro nessun insulto, in quello di Pingo solo la frase “vai lavorare”, e sinceramente la trovo discutibile ma non certamente oggetto di querela.. I toni mi sembrano sarcastici ma non insultanti e devo dire che anche sue considerazioni potrebbero, se il criterio è quello che usa lei, risultare insulti. Infine credo che se basta andare alla polizia postale per farsi dare un IP , dato protetto dalla privacy, senza che questa riscontri effettivamente la sussitenza di un reato nessuno di noi può sentirsi nè libero nè tutelato nella riservatezza delle sue opinioni. Questa procedura è quanto meno anomala (e non metto in dubbio la sua parola ma la procedura) perchè come avviene per i tabulati telefonici solo previa richiesta dell’autorità giudiziaria e previa esistenza di unanotizia criminis è giusto che questi vengano rilasciati e infatti è quanto meno anomalo che nessuno risulta essere iscritto nel registro degli indagati perchè evidentemente non c’è sussitenza di reato (lo deduco dal fatto che se fosse accaduto lei lo avrebeb saputo e quindi riferito nel suo blog).

  18. Caro Mrparadise, pubblico volentieri il Suo commento, anche se anonimo (ma si vede che a Sulmona piace l’anonimato) per il tono civile che Lei usa. Ad una attenta lettura dei vari post e relativi commenti su largo Minzoni, che non pretendo da nessuno, data ormai la “corposità” degli scritti, si può notare che ho già detto che i primi commenti anonimi a firma Pingo-Giacobini non erano insultanti, ma solo poco educati e che li pubblicavo nonostante l’anonimato. Invece il commento inviato a nome dell’ignaro Claudio Incorvati era esclusivamente costituito da insulti, anche volgari. Ho scritto, motivando, che non li avrei pubblicati (ma sono integralmente riportati nella denuncia querela). Sa di certo che io non sono avvocato, ma per il poco che conosco per gli insulti “privati” il reato è di ingiuria, mentre per gli insulti “pubblici” si arriva alla diffamazione (con conseguenze più pesanti). Copia della denuncia querela con tutta la documentazione annessa è stata inviata all’Autorità Giudiziaria preposta. Se Le fosse possibile uscire dall’anonimato (ma è così difficile tra persone civili? E Lei da quello che scrive di certo lo è) Le mostrerei volentieri anche la parte degli insulti da me non pubblicata. Se ci potessimo incontrare mi piacerebbe anche un Suo giudizio “politico” (perchè la immagino tale) sulla vicenda, che, concorderà, non può essere accettata come se nulla fosse. Un cittadino critica un lavoro fatto nella sua città, si apre un piccolo dibattito, uno solo partecipa contestando, più o meno urbanamente (ma anche questo è legittimo), sino a quando sempre dallo stesso IP partono i grevi insulti. Mi insospettì non poco il fatto che questa volta, pur consapevole della inevitabile querela, e sempre dallo stesso IP, hanno utilizzato un nome “vero”. Quello di Claudio Incorvati, che mi ha poi telefonato dichiarando a me (e ad altri cittadini, anche impegnati su vari fronti politici locali) la Sua completa estraneità ai fatti e la intenzione di tutelarsi secondo legge. Le confesso che dispiacque anche a me vedere coinvolto l’assessore Guerra col quale solo pochi giorni prima prima avevo parlato molto pacatamente (alla presenza del consigliere Luigi Rapone) proprio in piazza Garibaldi sulla riqualificazione della zona, e che mi era apparso (era la prima volta che ci parlavamo) ben lontano da chi ha inviato gli insulti dal suo studio. Non sarebbe stato più civile, educato, e “politicamente corretto” un diverso comportamento? Sono certo che anche Lei concorda con me. E mi permetto di chiudere con una preghiera. Lasci l’anonimato a chi si vergogna di quello che scrive. Si firmi: le cose che scrive ne acquisterebbero in autorevolezza. Con la speranza di poterLa incontrare e penso anche di intuire chi è Lei perché riconosco il suo stile (anche in versione “e-mailinghizzata)”, Le invio cordiali saluti
    Carlo Alicandri-Ciufelli

  19. Carlo, la democrazia è tale se presuppone un dibattito sulle questioni di interesse generale. Il dibattito è democratico se nell’affermare un concetto ognuno rispetta la posizione opposta alla sua, anzi fa di tutto perchè esista, pur non condividendola. Ma la posizione pretende un nome e un cognome. Personalmente trovo negli spazi web troppi sulmonesi che si nascondono dietro l’anonimato, una specie di gioco a nascondino che risulta vigliacco già nell’intenzione. Un anonimo non può avere opinioni e, seppure ce le avesse, sarebbero irrilevanti. Quindi un suggerimento: cestina i commenti anonimi, tanto il + delle volte è scontato che non aggiungano granchè alla materia oggetto di dibattito.


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