Inserito da: carlociufelli | Settembre 26, 2009

Un nuovo gioco: dove la metto la centrale nucleare.

Ridente centrale nucleare

Ridente centrale nucleare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I paesi  più fortunati del nostro che hanno governi meno sprovveduti del nostro (vedi gli Usa di Obama), governi che fanno politiche serie pensando alle future generazioni, e non si limitano a salvaguardare gli interessi del boss e a fare spot furbetti, puntano sulle energie rinnovabili e addirittura programmano la rottamazione delle centrali nucleari esistenti. Noi no! Ci mancherebbe.  Papi l’atomico sta procedendo con un  programma di realizzazione di nuove costosissime centrali in Italia. In questo  ispirandosi, dopo avere a modello per i diritti civli l’amico (suo) Gheddafi, alle politiche energetiche dell’Iran di Ahmadinejad.  Come al solito l’Italia è in ritardo sulla storia. Come quando cercava di dotarsi di colonie, proprio nel momento in cui volgeva alla fine il periodo dei grandi imperi coloniali! E così col nucleare.

8 regioni hanno deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge che consentirà al governo di mettere le centrali nucleari dove gli pare senza il consenso delle comunità locali. Tale procedura, prevista dalla Legge 99/2009,  presenta notevoli profili di incostituzionalità. Come hanno denunciato le associazioni ambientaliste.

Infatti l’iter previsto per la realizzazione delle centrali nucleari scavalca completamente i territori, compresi Regioni e Enti Locali, e riduce la possibilità di informazione dei cittadini fino ad arrivare a militarizzare gli impianti la cui localizzazione, occorre ricordare, sarà proposta da imprenditori privati!

Il WWF ha scritto agli assessori e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane per segnalare la scadenza del termine per i ricorsi alla Corte Costituzionale.

Ben 8 regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Calabria, Marche, Liguria, Umbria e Lazio) hanno già deciso di fare ricorso alla Corte Costituzionale sulla questione della localizzazione di impianti nucleari.

Altre due regioni, Basilicata e Sicilia, si accingono a fare analogamente. Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato un ordine del giorno unitario che “vieta sotto ogni forma la costruzione di centrali nucleari in Sardegna e lo stoccaggio delle scorie altrove prodotte o derivanti da centrali in altri luoghi costruite”.

La regione  Verde(di muffe?) d’Abruzzo, occupata a soddisfare gli appetiti dei propri sostenitori,  è tra le pochissime regioni che non si sono attivate per contrastare una norma pericolosissima, che al di là delle opinioni sulla scelta nucleare, esautora i territori da ogni responsabilità sulle localizzazioni. Altro che federalismo… Il consigliere Maurizio Acerbo ha presentato sulla grave faccenda una interrogazione al presidente Chiodi.

Considerando però la ben dimostrata piaggeria e il servilismo mostrati senza ritegno alcuno dai nostri politici nei confronti della banda di governo, non dimenticando come la stessa classe politica è stata del tutto emarginata nei momenti decisionali durante la tragedia del terremoto, temiamo fortemente che la nostra regione divenga sede di una delle 10 centrali previste. In più valutando oggettivamente i rapporti di forza tra i territori abruzzesi, dove la Valle Peligna è di gran lunga il territorio più debole (nonostante i 2 deputati + 1!), vuoi vedere che la centrale nucleare ce la ritroviamo proprio lì, attaccata a Sulmona? 


Risposte

  1. Sicuro. La Valle Peligna come pattumiera. Fuori dal cratere, fuoiri dalla zona franca. Fuori dal mondo. Ringraziamo i nostri politici continuando a votarli da pecoroni.


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie