
Responsabile Dip Cultura
Molti Italiani sono preoccupati della minaccia (annuale) di secessione brandita, insieme all’ampolla delle acque salvifiche e diuretiche della padania, dal grande capo bossi.
Altri, gli alfabeti, temono per il futuro dell’unità del nostro paese. I calciatori invece sono solo preoccupati dalla pesantissima incombenza di dovere imparare un nuovo inno nazionale. Gli studenti di ogni ordine e grado tremano drammaticamente per l’imminente introduzione dello studio del dialetto e dell’obbligatoria ora di religione padana. I camionisti guardano con paura la introduzione di dazi regionali con le conseguenti file alle frontiere di ogni regione federata. I meridionali che lavorano al nord hanno iniziato a rimandare a casa le masserizie pronti al contro esodo una volta dichiarate ufficialmente aperte le guerre etniche regionali.
Noi, che oramai non ci stupiamo più di nulla, non siamo per nulla preoccupati nè sorpresi. Nemmeno se ci dicessero che totò reina è il nuovo ministro della giustizia, o che l’ultima delle escort (in ordine di apparizione nel lettone di putin) ha conquistato, con una veloce prestazione sessuale, un importante dicastero, riuscirebbero a farci preoccupare.
Ricordiamo quello che la lega scriveva di papi dopo averlo fatto cadere dopo qualche mese del governo papi I (ricordi, o capo celtico, le rivelazioni dei rapporti papi/mafia?). E mai smentite. Mentiva criminalmente prima o maramaldescamente ora che cena col padrone? O mentiva sia prima che ora?
Comunque, per riallacciarci al titolo di questo post, una secessione nel nostro povero e sfortunato paese, già è avvenuta: quella che hanno fatto in molti dalla loro, sia pur sottilissima, corteccia cerebrale!