
palle e palloncini a Sulmona
Non possiamo aver dimenticato!
E’ passato poco più di un anno dai proclami sulla governabilità, dalle dichiarazioni sul nuovo modo di far politica, dalle argomentazioni apodittiche sulla garantita unità della maggioranza di destra, dalle affermazione dei grossi vantaggi che la nostra Sulmona avrebbe indiscutibilmente ricevuto dalla concordanza del neo sindaco con i due deputati e mezzo (Pelino-Scelli ed Aracu- ora quest’ultimo in tutte altre faccende giudiziarie finalmente occupato) dello stesso partito o popolo.
E sembra evidente che invece, come previsto da alcuni e non per semplice pessimismo, ci risiamo. Ancora una volta.
A SULMONA SI RIMPASTA!
Ma come è possibile ora che c’è un partito unico alla barra del timone municipale? Ora che non ci si trova davanti a rissose coalizioni difficili da gestire? E l’unità nel nome del grande presidente-proprietario del popolodellalibertà dov’è stata rottamata?
Sentiamo con apprensione di vigorose pretese assessorili da parte di fantasiose correnti (liberalsocialisti- democristiani di secondamano – forzitalioti della primora- cattolicilaici- e così via). E quindi i motivi – e le speranze mal riposte- per i quali molti dei Sulmonesi avevano votato dall’altra parte, vengono definitivamente spazzati via dai fatti. Come al solito gli interessi e le ambizioni di pochi prevalgono sugli interessi della nostra comunità.
Sulmona è esclusa dal cratere, Avezzano è attiva nell’opera di supplenza del Capoluogo distrutto. Sulmona, dove tutti si concordava sulla priorità dei temi culturali (vedi i programmi elettorali) stenta a mettere in piedi un cartellone estivo, e appare come non mai, senza idee, senza slancio e quindi senza prospettive che non siano caritatevoli provvedimenti continuamente annunciati dopo incontri con ministri e sottosegretari.
E se l’opposizione, o meglio se la cittadinanza intera, si decidesse a battere un colpo prima che sia troppo tardi? O preferiamo assistere all’epilogo di uno spettacolo già tante volte rappresentato sul palco del teatrino Sulmonese?
Da parte nostra siamo sempre più convinti che UN’ALTRA SULMONA E’ POSSIBILE!
Caro Carlo,
leggo sempre con immutato interesse i tuoi articoli. Per quanto concerne le vicende sull’amministrazione comunale di Sulmona emerge un fatto sconcertante; gli amministratori che si alternano presso la giunta del comune pensano più agli interessi propri che a quelli della popolazione Peligna. Vecchi democristiani infurbiti che non si fanno beccare con la tangente in tasca e via discorrendo. Per Paola Pelino ci dovrebbe essere il conflitto di interessi? Per Sabatino Aracu detto il faccendiere della politica abbruzzese che è il referente presso il governo centrale per l’Abruzzo, si reca spesso a Roma per rapportare sull’aspetto finanziario: gli appalti etc. Come si evince il quadro politico abruzzese è allucinante! Io parlerei di faccendieri, altro che onorevoli. Non sarebbe il caso che Sulmona venga data in mano al proletariato della città. Di certo sarà contento il clero?
Un caro saluto Ettore Le Donne
Da: Ettore Le Donne su Settembre 7, 2009
alle 6:48 pm