
Finalmente è giunto in Italia un altro dei grandi amici del papi (ma come se li cerca?). Quindi dopo l’ex-agente del KGB Puitin, ora è il turno del colonnello Gheddafi.
Vestito con una variopinta uniforme da direttore di banda, con occhiali neri stile “Week end con il morto” (ma era lui il bravissimo interprete della salma???) è sbarcato dall’aereo a Fiumicino circondato dalle sue guardie del corpo: tutte donne!
Subito il papi gli ha chiesto se in Libia qualcuno osasse malignare sul sesso delle sue femminili guardie del corpo. Gheddafi ha detto che anche lui aveva dovuto affrontare critiche che aveva messo a tacere in un paio d’ore incarcerando i due sconsiderati obiettori. Il papi ha invidiato la modernità del sistema giudiziario libico, ma ha assicurato il colonnello che anche da noi le cose stanno finalmente cambiando. Grazie a lui. E’ suo obbiettivo prioritario imitare il diritto libico e nulla lo fermerà nella libizzazione del nostro sfortunato paese.
Inizierà l’addestramento militare delle veline coordinato dalle carlucci, sono da poche ore vietate le intercettazioni (la mala ringrazia), viene reso perpetuo (per lui) il lodo alfano. Da cavaliere ora, per meriti militari, lui è il grancolonnello papi. Anche da noi si può avere già più di una moglie. Non sarà più reato concupire le minorenni. L’opposizione dichiarata inutile, anzi dannosa, verrà messa al bando. Il parlamento verrà sostituito da un porta a porta a reti unificate. Il milan vincerà lo scudetto anche senza giocare. Cicchitto potrà ricreare la P2. Gheddafi era commosso: mai aveva incontrato nel mondo occidentale un leader di governo che la pensasse come lui!
L’incontro è stato davvero affettuoso: i due colonnelli sono restati abbracciati per tutta la durata della visita. Il papi a quel punto era già convinto che Gheddafi ci avrebbe venduto a prezzodi favore tutto il suo greggio. Poi con la sua mania di raccontare barzellette ha fatto precipitare le cose. Gheddafi è ripartito portandosi via un paio di veline generosamnte offertegli dal nostro, ed è andato via sbattendo il portellone dell’aereo.
La barzelletta non era nemmeno della solita volgarità, non colpiva gay, Prodi, comunisti e malati di aids. Ve la riportiamo qui di seguito grazie al lavoro indefesso del ministero della cultura:
Uno sporco arabo clandestino entra in un bar a Roma e si rivolge al barista nella sua primitiva lingua:
- Ass el ahmet bahmal ismanu dudul COCA COLA!
- ’Na lattina di che cazzo voi? – fa il barista di rimando
Grande!!
Tutti alla corte del GranColonnello Papi!
Passa dal mio blog, ho un articoletto fresco fresco su questi due amiconi!!
http://fratellisberleffi.blogspot.com/2009/06/arriva-il-rais-gheddafi-in-vacanza-roma.html
Da: Giuseppe su Giugno 12, 2009
alle 4:33 pm