Sulmona e l’intera Valle Peligna corrono il rischio, non molto improbabile, di divenire la pattumiera d’Abruzzo per la delocalizzazione in questa aerea di una serie di “attività” ad alto impatto ambientale e scarso o nullo rendimento in termini occupazionali. Le poche industrie insediate (ad alto costo per la comunità) o hanno già chiuso o si accingono a farlo e l’attività dei nostri tanti politici è volta al prolungamento di qualche mese della cassa integrazione; guardate i capannoni vuoti nella zona industriale: monumenti alla imbecillità di troppi. Le attività culturali, anche quelle consolidate da anni di esperienze positive, vengono trascurate (vedi la accorata denuncia del Prof.Papponetti per il premio Capograssi) e marginalizzate dall’attività complessiva (?) dell’amministrazione comunale. Sulla sanità locale si ripetono inutilmente formule alle quali nessuno crede (giustamente) come quella del polo traumatologico e si trascura di intervenire in una fase di riorganizzazione complessiva (anche qui tra qualche tempo raccoglieremo -a cose fatte- le firme in difesa dell’Ospedale di Sulmona!). La politica regionale vede le forze politiche del territorio completamente vassalle a disegni di personaggi “corsari” rappresentanti di interessi di aree ben più organizzate. L’iniziativa politica residua della comunità si limita alla raccolta di firme contro ogni rapina perpetrata al nostro territorio (ma, ogni tanto, bisognerebbe chiedersi se tali raccolte, ispirate da buonissime intenzioni, sono mai servite a nulla?).
Sfidiamo chiunque a non considerare tragico questo quadro appena abbozzato ed al quale molto si potrebbe aggiungere. E di fronte al dramma i nostri politici eletti e nominati che fanno? Sembrano preferire la commedia se non addirittura la farsa e, come i capponi di Renzo, si beccano stupidamente, mostrando interesse più alle loro piccole vicende personali che al bene della nostra comunità. Ma i capponi in mano a Renzo erano pochini, invece parecchi sembrano essere i politicanti nostrani che partecipano a questa gara starnazzante di beccatine, insultini, pettegolezzi, calunnie e bisbigli all’orecchio. E’ poi così difficile cercare di essere seri (almeno qualche volta) nell’interesse di Sulmona e della intera nostra Valle Peligna? Noi pensiamo di no, ma i fatti sembrano darci torto. Ma, ci chiediamo, se i Sulmonesi avessero potuto vedere tutto ciò al momento del voto avrebbero persistito nell’errore? Può sembrare presuntuoso dire da parte nostra “noi l’avevamo detto”. Ma sarebbe sciocco ed ipocrita non dirlo!

Sig.Sindaco: non c'è prezzo che tenga!
P.S. LA SALUTE DEGLI ABITANTI DELLA VALLE PELIGNA NON E’ IN VENDITA. E’ ASSAI PENOSO FINGERE DI RIGETTARE LA IMPOSIZIONE SNAM SOLO PER UN PUGNO DI EURO IN PIU. E ATTENTI LA SNAM GIA’ E’ PERFETTAMENTE AL CORRENTE DELLA PICCOLA FURBERIA (SECONDO ALCUNI GIA’ CONCORDATA NEI DETTAGLI CON LORO!)