Come aveva promesso, ecco sul suo sito ( www.carlocostantini.it ) la seconda puntata.
Ecco i documenti che vi avevo promesso. Rappresentano l’evidenza che Berlusconi viene in Abruzzo a raccontare balle.
Alle precedenti balle descritte nell’articolo “Cucù, i soldi non ci sono più” se ne aggiunge un’altra che vi racconto subito.
Sabato, quando Berlusconi ha improvvisato la sortita pescarese sotto mentite spoglie di un ambientalista convinto lo aveva fatto solo per una vergognosa scelta di comodo. Il suo nuovo e falso orientamento ecologista era semplicemente dettato dai risultati di un sondaggio appena svolto sui cittadini. Questo sondaggio ha costretto il presidente del consiglio ad abbandonare momentaneamente gli interessi dell’ENI ed i suoi tornaconti economici. Interessi che verranno ripresi qualora il suo candidato dovesse malauguratamente per l’Abruzzo vincere le elezioni. La questione del sondaggio ha preso forma nel pomeriggio di oggi quando alcuni cittadini di Ortona e dintorni si sono insospettiti. Dopo essere stati raggiunti da telefonate di sondaggisti, nei giorni di martedì e mercoledì, hanno visto poi materializzarsi lo show-man di governo tra le vie di Pescara, non per esprimere la sua visione ideale sul futuro dell’Abruzzo, ma per ratificare il risultato di quel sondaggio, nell’esclusivo tentativo di accattare voti.
Torniamo a noi.
Il primo documento che allego rivela come Berlusconi abbia promosso una delibera del consiglio dei ministri per consegnare il mare d’Abruzzo alla ricerca e all’estrazione del petrolio (leggi documento).
Sempre al governo Berlusconi è attribuibile il disegno di legge 1441 ter (consultabile sul sito della Camera dei Deputati) con il quale si sottrae alle regioni la valutazione di impatto ambientale per le concessioni di estrazione petrolifera escludendo i comuni da ogni possibilità di decidere in materia.
Caro Berlusconi, la Rete smaschera le tue menzogne, gli abruzzesi non crederanno alle tue pagliacciate. Gli abruzzesi vogliono cambiare e voltare le spalle al tuo Governo della Povertà.
Non basta.
Hai raccontato balle anche sull’ inesistenza di tagli alle infrastrutture abruzzesi.
I due documenti che allego, quello del 2007 del precedente governo con Di Pietro Ministro delle infrastrutture (leggi documento), e quello del 2008 del governo Berlusconi (leggi documento) evidenziano quanto scritto nel precedente articolo, “Cucù, i soldi non ci sono più”, ossia sparito ogni riferimento alla nostra regione.
Per scoprire, invece, la terza balla raccontata agli abruzzesi, quella relativa al taglio degli investimenti sulla ferrovia Roma – Pescara, basta consultare sui siti disponibili il comma 251 dell’art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e mettetelo in relazione con l’art. 5, comma 1, del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito con legge 24 luglio 2008, n. 126 e scoprirete anche in questo caso che “CUCU’, L’INVESTIMENTO PER LA FERROVIA ROMA – PESCARA NON C’E’ PIU’”.
Questo è l’uomo delle menzogne ed il suo è il Governo delle Povertà.