Galante Garrone risponde a Pina Fasciani
Serve nella sostanza uno scatto che rimetta al centro la politica, la bella politica, che sui programmi, sulle idee costruisca alleanze adeguate e individui squadre di governo all’altezza del compito.
Per questo mi sembra riduttivo da parte di alcune forze del centrosinistra accentuare soltanto l’elemento della moralità per le future alleanze. Maurizio Acerbo in un passaggio di una sua lettera pubblicata da questo giornale il 19 agosto afferma che “non sono candidabili alle prossime elezioni regionali esponenti politici anche solo sfiorati dalle inchieste”. Questa affermazione in via generale è condivisibile ma credo debba fare i conti con la realtà. (…)
La posizione di Acerbo, alla luce dell’episodio raccontato, non aiuta e si mostra fragile, perché da una parte vale la presunzione d’innocenza (come dimostrato con Di Pietro) e dall’altra perché è il contenuto politico che qualifica le alleanze e il vincolo politico che si stabilisce tra i partiti dell’alleanza per realizzare gli impegni presi con gli elettori.
Pina Fasciani su Il Centro
Credo che, nel tentare di risalire alle radici di questo traviamento della moralità pubblica, si possa dire che la corruzione fatalmente alligna quando rallenta e alla fine si arresta il respiro di ogni vitale democrazia, che esige un attivo ricambio tra i cittadini e la classe politica. E’ fatale che l’acqua stagnante si intorbidisca, e imputridisca. Forse manca, nel nostro paese, un po’ più di coraggio e di fantasia. E’ la solita paura del cambiamento, del”salto nel buio”. Dal fisiologico confrontarsi ed alternarsi delle forze vive di una nazione, subentra la paralisi, il blocco. E non c’è troppo da stupirsi se nell’aria ammorbata crescano i fiori del male. (…) I partiti quando si configurano come corporazione nella gestione del potere, non sentono più l’interesse di combattere l’illegalità, e perdono il coraggio di “porre la questione morale come attualissima questione politica”.
Vorrei che queste mie parole fossero intese come dirette non solo a un partito, (…), ma a tutti i cittadini di buona volontà. Non è da semplici moralisti sostenere che alla base di ogni politica deve essere posta l’onestà.
Mi piace concludere con quel che scriveva il primo gennaio 1945, a pochi mesi dalla liberazione di Firenze, un uomo che mi fu molto caro, Piero Calamandrei. “Nel collaborare ad una lenta ricostruzione di cinquant’anni non ci sarà bisogno di grandi uomini: basterà che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere“. Questo è essenziale:”La buona fede, la serietà, l’impegno morale”. E ancora:”In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono parere ingenuità, finiscono alla lunga con l’essere un buon affare”.
Alessandro Galante Garrone
[...] sconosciuto: [...]
Da: Fontan Blog » MORALE E POLITICA PER FORZA NEMICHE? - Il blog degli studenti. su Settembre 2, 2008
alle 8:15 pm
Ma davvero la Fasciani pensa quello che ha scritto?
Da: Marcello su Settembre 3, 2008
alle 12:14 pm
Ma in che mondo vive la Fasciani? Davvero pensa che la maggior parte dei politici indiziati fossero innocenti?
In ogni caso, nel dubbio, considerata la lentezza della giustizia, mi pare più opportuno sostituire il politico in modo che egli possa adeguatamente difendersi nelle sedi più appropriate, come qualunque altro cittadino.
Oppure la Fasciani, che ben conosce la pratica nelle nomine politiche, pensa che persone capaci ed oneste siano merce rara, difficilmente reperibile sul mercato?
Da: Nora Silvestri su Settembre 4, 2008
alle 5:44 pm
[...] Original post by carlociufelli [...]
Da: MORALE E POLITICA PER FORZA NEMICHE : politica su Settembre 16, 2008
alle 1:18 pm