Inserito da: carlociufelli | Giugno 30, 2008

Ancora sull’Ospedale.

La drammatica situazione del presidio ospedaliero di Sulmona, in questi giorni in primo piano sugli organi di informazione, non va considerata una situazione eslusiva nell’ambito regionale e centromeridionale. Tutti i nostri ospedali versano in condizioni precarie dopo anni e anni di malgoverno dei processi sanitari come spiegai in precedente post ancora rintracciabile su questo blog. Andando per sommi capi e tenendo ben saldi i piedi a terra qualche altra cosa va sottolineata per una migliore comprensione del fenomeno.

1- I posti letto per pazienti acuti nella nostra regione sono ancora troppi. Mancano in compenso i posti letto dedicati alla lungodegenza e la riabilitazione il cui fabbisogno sarà sempre maggiore in rapporto anche all’invecchiamento della nostra popolazione. Alcuni ospedali andranno riconvertiti ed esclusivamente dedicati a questo compito.

2- Oramai ben poche sono le Unità Operative (una volta chiamati Reparti o Divisioni) dotate di sufficienti dotazioni organiche. Attenti! La necessaria ineludibile rigorosa riorganizzazione di tutti i servizi andrà perseguita sulla base esclusiva dell’interesse del cittadino malato.

3- Qualsiasi riorganizzazione non può prescindere da accorpamenti, eliminazione di doppioni a pochi Km di distanza, potenziamento della rete di trasporti sanitari, devoluzione di impegni diagnostici,  terapeutici e riabilitativi alle strutture extra-ospedaliere ed ai medici di famiglia.

4- Si dovrà puntare al potenziamento di alcune specificità dei singoli presidi con contestuale chiusura di servizi residuali e ormai a rischio di appropriatezza delle prestazioni.

5- Individuazione e lotta contro i fenomeni di “consumismo” sanitario (esagerato numero di indagini e visite specialistiche inutili, utilizzo di costosi, quanto inefficaci, farmaci).  

6- Avere la capacità di lavorare in sinergia con il P.O. di Popoli e di Castel di Sangro. E poi tutti insieme andare al confronto con Avezzano e L’Aquila.

7-  Attenzione estrema a quote ingiustificate di prestazioni ”affidate” ad un privato non sempre limpido nel suo operare (a proposito la San Raffaele di Sulmona, alla quale si vorrebbero affidare i reparti da chiudere in Ospedale, siamo sicuri che non sia per caso quella stessa struttura San Raffaele di Sulmona che finanziava un preciso partito politico come i telespettatori  videro in tabulati mostrati in TV nella trasmissione  REPORT?) 

 


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