La drammatica situazione del presidio ospedaliero di Sulmona, in questi giorni in primo piano sugli organi di informazione, non va considerata una situazione eslusiva nell’ambito regionale e centromeridionale. Tutti i nostri ospedali versano in condizioni precarie dopo anni e anni di malgoverno dei processi sanitari come spiegai in precedente post ancora rintracciabile su questo blog. Andando per sommi capi e tenendo ben saldi i piedi a terra qualche altra cosa va sottolineata per una migliore comprensione del fenomeno.
1- I posti letto per pazienti acuti nella nostra regione sono ancora troppi. Mancano in compenso i posti letto dedicati alla lungodegenza e la riabilitazione il cui fabbisogno sarà sempre maggiore in rapporto anche all’invecchiamento della nostra popolazione. Alcuni ospedali andranno riconvertiti ed esclusivamente dedicati a questo compito.
2- Oramai ben poche sono le Unità Operative (una volta chiamati Reparti o Divisioni) dotate di sufficienti dotazioni organiche. Attenti! La necessaria ineludibile rigorosa riorganizzazione di tutti i servizi andrà perseguita sulla base esclusiva dell’interesse del cittadino malato.
3- Qualsiasi riorganizzazione non può prescindere da accorpamenti, eliminazione di doppioni a pochi Km di distanza, potenziamento della rete di trasporti sanitari, devoluzione di impegni diagnostici, terapeutici e riabilitativi alle strutture extra-ospedaliere ed ai medici di famiglia.
4- Si dovrà puntare al potenziamento di alcune specificità dei singoli presidi con contestuale chiusura di servizi residuali e ormai a rischio di appropriatezza delle prestazioni.
5- Individuazione e lotta contro i fenomeni di “consumismo” sanitario (esagerato numero di indagini e visite specialistiche inutili, utilizzo di costosi, quanto inefficaci, farmaci).
6- Avere la capacità di lavorare in sinergia con il P.O. di Popoli e di Castel di Sangro. E poi tutti insieme andare al confronto con Avezzano e L’Aquila.
7- Attenzione estrema a quote ingiustificate di prestazioni ”affidate” ad un privato non sempre limpido nel suo operare (a proposito la San Raffaele di Sulmona, alla quale si vorrebbero affidare i reparti da chiudere in Ospedale, siamo sicuri che non sia per caso quella stessa struttura San Raffaele di Sulmona che finanziava un preciso partito politico come i telespettatori videro in tabulati mostrati in TV nella trasmissione REPORT?)