Inserito da: carlociufelli | Giugno 28, 2008

Piange il telefono.

Scoppia, o meglio ri-scoppia, lo scandalo delle manfrine del mondo dello spettacolo contaminato dal sistema clientelare-politico-mafioso. Tutti abbiamo letto le intercettazioni delle premure telefoniche riservate a disponibilissime stelline da raccomandare, o a gruppi di produzione strettamente imparentati con politici. Abbiamo letto i nomi di politici-telefonisti appartenenti a quasi tutto lo schieramento, anche se con primato incontestabile di coloro che per primi hanno capito che se nel nostro paese tutto è spettacolo, questo non è teatrale, ma di varietà.

E che succede nel nostro bel paese dopo queste rivelazioni: politici che si dimettono? Dirigenti RAI o Mediaset che fuggono all’estero o si ritirano in convento? Macchè! Si trasforma, con abile opera mediatica, questo scandalo clientelare nello scandalo delle intercettazioni! VERGOGNA.

Il problema non è il marciume che trasuda come il percolato delle discariche dalle varie intercettazioni, ma chi ritiene che di queste cose non debba venire informata l’opinione pubblica! Vergogna.

In un paese civile questi mercimoni effettuati con pubblico denaro non devono accadere. D’accordo sul diritto alla privacy per la vita privata di ogni cittadino. Ma chi gestisce i nostri soldi non deve avere segreto alcuno.  La TRASPARENZA ASSOLUTA di tutti gli atti dei politici è fondamento della democrazia e del controllo popolare. Chi ritiene di privilegiare la privacy anche in questo cambi lavoro, ritorni ad essere un normale cittadino, nessuno lo intercetterà più (a meno che non telefoni a qualche mafioso o ricercato dalla polizia, come talvolta ai nostri politici accade).



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