Dopo la genialità dimostrata con le multe ai ciclisti, sempre con l’obiettivo di riordinare un traffico cittadino caotico e nell’ottica di una tolleranza zero nei confronti di coloro che non rispettano leggi e regolamenti – che decisionismo!-, a Sulmona, con grande sprezzo del pericolo si è riusciti nella rischiosa impresa di multare dei bambini che all’uscita dall’asilo sfrecciavano su quelle infernali macchine chiamate TRICICLI. Il rispetto della legge innanzitutto.
Subito dopo alcuni pedoni venivano ripresi dalle onnipresenti telecamere (spente..!) mentre eseguivano pericolose acrobazie e slalom per evitare i numerosi fuoristrada parcheggiati per qualche minuto (il tempo di un caffè) in mezzo alla strada. Per questo crimine verrà inviato il fascicolo all’autorità giudiziaria perchè possa applicare senza sconti i severi provvedimenti del caso che, in considerazione della pericolosità sociale, non rientra nella sospensione dei processi or ora determinata dal nostro vigile (in senso urbano) parlamento.
Su proposta di un lungimirante assessore che ha cuore le sorti del centro storico, poi si è deciso di liberalizzare il transito alle auto h24, e al contempo per non ostacolare i poveri automobilisti, di regolamentare i flussi dei pedoni in base al numero di scarpa indossata: al di sopra del 44 circolazione interdetta, tra il 38 ed il 44 circolazione solo in fascie determinate, più libertà invece consentita a chi calza al di sotto del 38 o ha un solo piede. Una eccezione nella solita logica della CASTA che privilegia la classe politica: libera circolazione per i quadrupedi…!
Non dite poi che Sulmona non sia una città divertente!
Dai primi atti compiuti dalla amministrazione comunale appare chiaramente la mancanza di un qualsiasi programma “vero”.
Inoltre perseguitano i ciclisti ma non osano impedire che gli zingari in piazza parcheggino come e quando vogliono.
Come al solito prepotenti con i deboli e deboli con i prepotenti.
Da: confratello su Giugno 26, 2008
alle 10:14 am
Ho letto da qualche parte che il sindaco, col permesso di Palmerio Susi, ha affermato che inizia una politica di tolleranza zero (una volta detta intolleranza) anche verso i proprietari di animali, e si ampliano le prescrizioni nei confronti dei ciclisti (invece di facilitare l’uso delle due ruote). Mi piacerebbe capire che tipo di città ha in mente questa giunta (se ne ha uno)
Da: marina su Giugno 27, 2008
alle 6:48 am
Se si facesse tesoro delle buone esperienze altrui tutto sarebbe molto più facile. A Reggio Emilia, dove ho vissuto e lavorato per oltre 12 anni, il ciclista è SACRO! Che vuol dire? Che, oltre ad avere stupende piste ciclabili e quindi riservate, per le bici non esistono sensi unici, divieti di sosta (rastrelliere ovunque). E’ dovere degli automobilisti rispettarli perestando la dovuta attenzione, sempre. E questo chiaramente per incoraggiare l’uso di un mezzo non inquinante, che non crea ingorghi, e che oltre tutto fa bene alla salute (come ci insegnano i colleghi Sindaco e Vice). E’ così difficile da noi tenere uguali comportamenti?
Per il problema dei cani ritengo che un proprietario di cane debba fare di tutto per farlo accettare a chi amante degli animali non è: quindi è indispensabile passeggiare in città con l’attrezzatura idonea alla rimozione delle deiezioni. E’ questione igienica ma ancora di più di educazione e di rispetto verso la comunità.
Da: carlociufelli su Giugno 27, 2008
alle 6:58 am
da Zac7
I rigorosi controlli e le reprimenda di martedì scorso della Polizia Municipale di Sulmona a danno dei ciclisti (seppur “colpevoli” di pedalare contro mano su corso Ovidio) sono paragonabili, nella loro insensatezza, solo alla legge che li ispira e alla pronta presa di posizione del sindaco Fabio Federico che ha annunciato una “guerra a tutto campo” non solo agli amanti delle due ruote, ma anche a chi passeggia con il proprio cane e a chi guida l’auto telefonando e senza usare il viva voce. A parte quest’ultimo, condivisibile, punto, gli altri due obiettivi del primo cittadino vanno nella direzione opposta ad una mobilità e ad una città sostenibile. Federico giustifica l’inasprimento dei controlli con la necessità di tutelare l’incolumità pubblica (messa in pericolo a quanto pare dagli anziani che attraversano il corso in bici contro mano) e il decoro della città, rovinata non dai cassonetti distrutti e ricolmi, dai rifiuti abbandonati in pieno centro storico, dalle erbacce che crescono ad ogni angolo “verde” e sui monumenti, ma dagli escrementi e dal passaggio dei cani sulle aiuole (dove dovrebbero sgambare i cani poi non è consentito saperlo). Così la battaglia del sindaco si concentrerà per ordine di servizio sui ciclisti di corso Ovidio e quelli della villa comunale, nonché contro quei padroni di cani che portano senza guinzaglio il proprio amico e che non girano con paletta e sacchetto. Certo pulire gli escrementi dei cani è un obbligo civico che, tuttavia, farebbe bene ad imporre chi riesce a dare il buon esempio. “La finestra sul cortile” che vedete nella foto notizia, ad esempio, è posizionata su questa aiuola di ponte Capograssi da oltre un mese, senza che nessuno si sia preoccupato, oltre che del decoro, anche del fatto che un bambino potrebbe romperla e farsi male (questo sì è un rischio per l’incolumità pubblica). Ognuno, in fondo, ha le sue priorità…
Da: garantito su Giugno 29, 2008
alle 6:53 pm