Per tanti, troppi, ingenui è crollato in questi giorni il mito della buona sanità privata settentrionale (per le strutture meridionali il mito non è mai esistito!) grazie a quelle intercettazioni, che qualcuno allegramente vorrebbe vietare. Tali violazioni della privacy hanno permesso di conoscere risvolti agghiaccianti, torture inflitte soprattutto a persone deboli, anziane, con comportamenti sadici e criminali e comunque a carico delle casse dello stato! Senza intercettazioni per quanto ancora avrebbero continuato a massacrare i pazienti? Ma l’importante è difendere la privacy… Le intercettazioni riserviamole ai terroristi (presenti nei sogni dei Bushofili) e alla malavita organizzata (riferimento alla politica?). Il guaio che si accodano incoscientemente il presidente Napolitano, Veltroni e compagni, pardon amici, che si affrettano con piccoli distinguo del tutto marginali- come successe nella campagna elettorale sulla sicurezza- a dare dignità a proposte oscene.
Ma veniamo a noi. Come in tutti i territori, anche a Sulmona periodicamente ci si ricorda di una sanità che non funziona. Alcune riflessioni, non esclusivamente supposte, dall’interno del SSN.
In che modo i cittadini di Sulmona e della Valle Peligna partecipano alle scelte che si effettuano in ambito sanitario? E soprattutto con chi? Chi è in grado di portare all’attenzione dei numerosi organi regionali preposti le loro necessità, le aspettative e, perchè no, le loro speranze di salute?
La sanità pubblica regionale paga decenni di malagestione, nell’alternanza dei governi di destra e e di sinistra, che hanno portato a utilizzare a fini clientelari ed elettorali le risorse che pure arrivavano dallo Stato. Ed allora assunzioni di amici e confratelli, a prescindere da doverose valutazioni di qualità. Duplicazioni di servizi, primariati, reparti, distretti, troppo spesso decisi per esigenze di qualche politicuccio affamato. Spese in attrezzature non sempre necessarie e talvolta mai utilizzate, o penosamente sottoutilizzate, una volta acquistate. Prescrizioni di esami ed indagini inutili e a volta dannosi. Burocratizzazione degli atti sanitari con impressionante incremento degli atti aziendali, dei regolamenti, piani, costosi progetti obiettivi (?), elaborazione periodica di fantasiose dotazioni organiche, istituzione di collegi, di direzioni, comitati, consigli, convocazione di riunioni, incontri, inutili verifiche di I e II istanza, interminabili discussioni di budget, di sistemi premianti, o di quelli incentivanti, di contrattazioni sindacali, ripetute, centrali e decentrate, il tutto condito da mediazioni politiche. E questo a fronte della inesistenza di controlli reali della intera “filiera”. Assenza di ogni capacità di indirizzo della politica sanitaria -con intromissione su tutti questi delicati argomenti di aspiranti politici privi di ogni competenza al di là di una autocertificata e chiaramente non verificabile “professionalità politica”. Una assoluta carenza nel prevedere il cambiamento delle necessità sanitarie dei cittadini (invecchiamento, migrazione, riduzione delle nascite, emersione di nuove, o vecchissime patologie legate alla povertà, o anche alla adozione -imposizione- di stili dannosi di vita, ecc,ecc…). Farmaci a go-go, con sospetti di scelta derivante da comparaggi, e spesso senza documentazione della loro efficacia.
E poi ci lamentiamo se le cose non vanno, a Sulmona come nel resto della nostra regione.
Il futuro non è sereno. Non si intravedono all’orizzonte scenari nuovi. Nè le necessarie capacità a gestire l’intera sanità regionale in modo radicalmente diverso. Che ci siano questi o gli altri assisi sulle ben remunerate poltrone regionali.
PS E per favore non spariamo, nel dramma, soprattutto in campagna elettorale, bufale di progetti salvifici e irrealizzabili. Buoni solo per vincere le elezioni ed allontanare sempre più i cittadini dalla politica!
Caro Carlo, chiunque di fronte ad un’ottima penna come la tua, è un pò timoroso nello scriverti. Condivido e ammiro le tue considerazioni e sono orgoglioso di esserti stato a fianco in campagna elettorale, anche se ho potuto darti solo un modesto contributo! Gianni
Da: giannidic su Giugno 13, 2008
alle 5:53 pm
Prima di tutto vennero a
prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero
a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi
vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano
fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi
niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e
non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)
Da: maurizio su Giugno 13, 2008
alle 5:58 pm
La maggioranza è impegnata nelle spartizioni, l’opposizione dorme. Perchè non ci rincontriamo?
Da: solimo su Giugno 15, 2008
alle 5:36 pm