Nell’ambito delle indagini su un gravissimo episodio di corruzione, legato alla ricostruzione dell’Ospedale dell’Aquila, dopo che ieri erano finiti in carcere l’ex-vice presidente della giunta regionale Pace ed ex-assessore della stessa giunta nonchè esponente di Forza Italia e ora del PDL, Italo Mileti, e D’Alesio della ben nota banda della FIRA, si è appreso oggi che sono indagati per l’ipotesi di corruzione aggravata, senza richiesta di misura cautelare, l’attuale assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, e l’ex Manager dell’ASL dell’Aquila, Marzetti, lì messo dal centrosinistra. Insieme a loro, per contorno, un paio di imprenditori e un funzionario della regione, Mancinelli.
E pensare che, solo poco più di un anno fa, sugli affari loschi e il malaffare in sanità è finito in carcere il governatore-pittore Ottaviano Del Turco, il presidente FIRA del centrodestra e centrosinistra Masciarelli, è caduta una giunta di centrosinistra, con carcerazione per esponenti di ambo i partiti (PDL e PD), è indagato per un fiume di reati l’on (?) Sabatino Aracu, ancora nel Parlamento per il PDL!
Ma a che è servito? Ancora la nostra regione deve essere facile preda di malaffare e clientelismi della peggior specie? Altro che meritocrazia, altro che riduzione dei privilegi dei nostri ben pagati politicanti, altro che nuova classe dirigente, altro che nuovi metodi di amministrare, altro che moralizzazione della cosa pubblica. Tutte cose strombazzate in campagna elettorale.
Vinte, ma non di tanto, le elezioni, gli slogan e gli spot buoni per i brocchi sono stati rimessi nell’armadio sotto naftalina per essere di nuovo somministrati alle prossime tornate elettorali! E se veramente qualcuno ha ingenuamente sperato che con questi politici si potesse far rialzare l’Abruzzo, come promettevano scimmiottando lo slogan dei pubblicitari di Mediaset “Rialzati Italia“, allora stia pur tranquillo: la nostra regione resterà tranquillamente seduta, pronta in un prossimo futuro a finire sdraiata.






Basta! Smettiamola di fare la pecora nera in una società che corre in massa verso l’immoralità.
Ho atteso qualche giorno per leggere di qualche reazione. Ma non mi sembra ci sia stata. O, se c’è stata, mi è sfuggita.
Bondi poteva solo rispondere di escludere categoricamente che il loro finanziatore Angelini potesse avergli detto questa cosa, perchè altrimenti, pur poeta, avrebbe senza meno aperto una accurata inchiesta interna al partito, e se questa avesse confermato quanto riferitogli da Angelini, avrebbe portato all’inevitabile espulsione di Sabatino Aracu e la sua contestuale denuncia alla magistratura per il danno che arrecava all’immagine del partito. Ma non poteva in nessun caso rispondere non ricordo. Avrebbe dovuto indignarsi alla domanda dei magistrati. Ad esempio “ma come posson lor signori ritener ch’io, messo al corrente di tal misfatti, possa taciuto aver ?” Mai si potrebbe accettare un non ricordo.
In esso si vede il dr Mesiano che fa diverse stranezze. Esce spudoratamente di casa senza vergogna alcuna. Passeggia per le vie di Milano incurante dei problemi della giustizia e fregandosene della eventuale presenza di altri milanesi. Aspetta fumando(classico atteggiamento da toga rossa) che apra il barbiere -che fretta sospetta…- per farsi, pensate un po’, radere. Il reporter acutamente commenta: “Forse non sa ancora che il Csm lo sta “promuovendo“. Certo papi l’eletto dal popolo, ne avrebbe preteso il licenziamento perchè come magistrato non è mai stato eletto dal popolo. Ed invece il CSM lo promuove.