Inserito da: carlociufelli | Novembre 24, 2009

Rialzati Abruzzo? No forse è meglio se resti seduto!

Nell’ambito  delle indagini su un gravissimo episodio di corruzione, legato alla ricostruzione dell’Ospedale dell’Aquila, dopo che ieri erano finiti in carcere l’ex-vice presidente della giunta regionale Pace ed ex-assessore della stessa giunta nonchè esponente di Forza Italia e ora del PDL, Italo  Mileti, e D’Alesio della ben nota banda della FIRA, si è appreso oggi che sono indagati per l’ipotesi di corruzione aggravata, senza richiesta di misura cautelare,  l’attuale assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, e l’ex Manager dell’ASL dell’Aquila, Marzetti,  lì messo dal centrosinistra. Insieme a loro, per contorno, un paio di imprenditori e un funzionario della regione, Mancinelli.

E pensare che, solo poco più di un anno fa, sugli affari loschi e il malaffare in sanità è finito in carcere il governatore-pittore Ottaviano Del Turco, il presidente FIRA del centrodestra e centrosinistra Masciarelli, è caduta una giunta di centrosinistra, con carcerazione per esponenti di ambo i partiti (PDL e PD), è indagato per un fiume di reati l’on (?) Sabatino Aracu, ancora nel Parlamento per il PDL!

Ma a che è servito? Ancora la nostra regione deve essere facile preda di malaffare e clientelismi della peggior specie? Altro che meritocrazia, altro che riduzione dei privilegi dei nostri ben pagati politicanti, altro che nuova classe dirigente, altro che nuovi metodi di amministrare, altro che moralizzazione della cosa pubblica. Tutte cose strombazzate in campagna elettorale.

Vinte, ma non di tanto, le elezioni, gli slogan e gli spot buoni per i brocchi sono stati rimessi nell’armadio sotto naftalina per essere di nuovo somministrati alle prossime tornate elettorali! E se veramente qualcuno ha ingenuamente sperato che con questi politici si potesse far rialzare l’Abruzzo, come promettevano scimmiottando lo slogan dei pubblicitari di Mediaset “Rialzati Italia“, allora stia pur tranquillo: la nostra regione resterà tranquillamente seduta, pronta in un prossimo futuro a finire sdraiata.

Inserito da: carlociufelli | Novembre 23, 2009

L’Abruzzo che non cambia. Che non vuole cambiare.

Gruppo di politici abruzzesi

Forse parte la ricostruzione di alcune  delle zone abruzzesi colpite dal sisma.  E’ il rumore delle mandibole delle iene a farci sospettare che qualcosa riparta. Come al solito, purtroppo.

Al di là delle belle chiacchiere offerte in tutte le salse a tutto il mondo durante gli spot berlusconiani,  la nostra povera regione non cambia. Perchè chi vuole realmente cambiare non può farlo, e chi potrebbe farlo non vuole!

Arrestati questa mattina un ex-assessore regionale abruzzese  al lavoro di Forza Italia grande sostenitore del neo sindaco di Pescara, tal Italo Mileti e un dirigente FIRA, tal D’Alesio. Entambi accusati di voler intingere il pane nel pentolone della ricostruzione.

Ma perchè dobbiamo vergognarci ancora una volta di essere abruzzesi?????????

Inserito da: carlociufelli | Novembre 17, 2009

PER UN PAESE CIVILE!

 

CI VEDIAMO A ROMA!

Stiamo organizzando pulman per la manifestazione da Teramo e dintorni. Se vuoi venire fammelo sapere!

Inserito da: carlociufelli | Novembre 15, 2009

carlo a-c 2008

Inserito da: carlociufelli | Novembre 11, 2009

CIAO NESSIE. E GRAZIE.

Nessie non c’è più. 

Solo chi ama gli animali può capire che cosa significa questo per me e per tutta la mia famiglia. Grazie  mia Nessie che tanto mi e ci  ha dato per 10 brevi anni. Aspettami per scodinzolare ancora una volta, perchè se esiste un paradiso  per gli uomini separato da quello per gli animali, allora non mi interessa andarci perchè sarebbe uguale all’inferno.

Ciao Nessie, e saluta per noi Bull.

nessie 2008

Inserito da: carlociufelli | Novembre 11, 2009

Favorevoli alla indulgenza plenaria.

Per salvare Berlusconi dalla punizione per i misfatti compiuti prima e dopo l’unzione da parte del Signore, e la sua conseguente discesa in campo (come siamo discesi in basso!), non sono state sufficienti numerose leggi – scritte direttamente dai suoi tanti avvocati difensori fatti pagare da tutti noi col trucco di portarli direttamente in parlamento- che cancellavano magicamente ogni tipo di reato contestato al papi sulla base delle vigenti leggi del Codice Penale.

Non è stata per nulla efficace  una serie di Lodi allo stesso scopo approvate dai suoi dipendenti mandati in Parlamento e rigettate dalla Corte Costituzionale (quella fatta di comunisti).

Non è stato sufficiente banchettare confidenzialmente con qualche giudice (in-)costituzionale.

Non sono state sufficienti ripetute  prescrizioni all’uopo utilizzate (che fingono di confondere con assoluzioni!!!).

Non sono state sufficienti le attenuanti generiche generosamente concesse con la scusa che, grazie ai trucchi messi abilmente in atto, l’indagato non era stato mai condannato in precedenza.carcerato-

Adesso vogliono portare la prescrizione a tempi di poche ore. Vogliono privare le indagini dell’arma delle intercettazioni, vogliono sottoporre la magistratura al potere politico, spingono per il ritorno dell’immunità parlamentare. In poche parole questa maggioranza sta, col benestare della lega che grugniva contro i ladroni della politica ed applaudiva un giovane PM molisano, conosciuto col nome di Di Pietro (che lo stesso papi voleva suo ministro) da anni devastando uno stato di diritto con l’unico obiettivo di salvare le natiche (rifatte?) del boss. Come evitare questo sfracello giudiziario? In un unico modo.

Che l’opposizione avanzi una seria proposta di legge che garantisca a Berlusconi, e solo a lui,  l’impunità assoluta sui reati commessi ed eventualmente estensibile a quelli in corso di realizzazione e, perchè no, anche a quelli che il premier vorrà, bontà sua,  commettere in futuro. 

Fatto questo si potrà lavorare seriamente a quei cambiamenti necessari a rendere la Giustizia funzionale alle aspettative di tutti i cittadini onesti.  

Inserito da: carlociufelli | Novembre 6, 2009

Valorizza il piccolo papi che c’è in te!

E se ci adeguassimo tutti? In fondo non è quello che desiderano i nostri governanti? Una società di allineatissimi clienti-servitori. E se cominciassimo anche noi ad allinearci, rinunciando per sempre a far lavorare il nostro cervello? In fondo in fondo faciliteremmo la nascita di una società senza conflitti, senza tensioni, senza contrasti: tutti in fila come in una bucolica scena di gregge di pecorelle! 

E proviamo a pensare cosa accadrebbe se tutti, ma proprio tutti ci adeguassimo e, nel nostro piccolo, adottassimo uguale comportamento. Uguale logicamente al vertice di questa bella piramide.

Intanto, ad evitare spiacevoli contrattempi, è importante che ognuno di noi faccia una preliminare dichiarazione di essere un preseguitato, il più perseguitato di tutti. Da chi? Questo non è poi importante, la scelta è vasta.  Innanzitutto dalla magistratura (toghe rosse, magistrati tarati geneticamente, magistrati con calzini azzurri…), poi dalla stampa -da certa stampa, quella di sinistra, che rappresenta poi la stragrande maggioranza dei giornali - ed ora anche spalleggiata da quella straniera. Ricordate poi che se volete essere più credibili, una persecuzione da parte di comunisti ci sta sempre bene, non potendo di sicuro esibire, per problemi anagrafici, una bella persecuzione da parte degli antipapisti lanzichenecchi che sarebbe ancora più efficace. Questa dichiarazione  preliminare ci verrà certo utile in futuro. E ci consentirà  di essere accolti a pieno diritto nei  circoli culturali del colto (sul fatto) Dell’utri. 

gregge_di_pecoreBasta! Smettiamola di fare la pecora nera in una società che corre in massa verso l’immoralità.

Per allinearsi sessualmente  ai costumi filogovernativi, ognuno dovrà trovarsi una minorenne napoletana, e da lei farsi chiamare papi. Le nostre mogli capiranno che lo facciamo anche per loro e per il futuro dei nostri figli. Attenti smettiamola di frequentare i trans per non essere confusi con governatori e portavoce del centrosinistra ed essere iscritti automaticamente all’opposizione (almeno sino a quando non verrà diffuso il nome di Culettodoro).

Ed a  proposito dei nostri figli, smettiamola di fare gli schizzinosi e forgiamoli con il materiale più adatto ai tempi! Già dai banchi di scuola devono astenersi nel modo più assoluto dal rispondere a qualsiasi  domanda. In modo particolare  se le domande fossero poi dieci.  La merenda dovranno impare a rubarla al vicino di banco, approfittando di qualche lodo favorevole o ad una prescrizione che intervenga in poche ore.

Ma il piccolo papi che è in ognuno di noi deve emergere in ogni occasione, in ogni discussione – anche se  di calcio, di donne o di ricette culinarie-, per dichiararsi ad alta voce:

1- Apostolici romani, difensori delle sacre tradizioni cattoliche, inquisizione e roghi compresi; non importa se siamo atei, divorziati, poligami, bestemmiatori, ladri, bugiardi, se abitualmente violiamo 8-9 dei dieci Comandamenti.

2- Sostenitori della innocenza, a prescindere, dell’imprenditore della politica  l’unto BerlusKoni.

3- Sfegatati tifosi del Milan, almeno sino a quando resterà di proprietà del capo.

4- Evasori Fiscali consapevoli, in difesa della libertà di impresa contro le vessazioni di uno stato centralista.

5- Grandi ammiratori del grande fratello, in difesa della libertà culturale.

6- Portatori di trapianto di capelli, anche se sfortunatamente dotati di folta capigliatura naturale, ed abituali indossatori di scarpe con tacchi interni (anche se alti sopra al metro e mezzo delcapo).

7- Dediti  a raffinate sniffatine (caratteristica bipartisan), anche se nascostamente siamo consumatori di nutella e chinotto.

8- Tipi ameni e naturalmente predisposti a fare scherzi divertenti e soprattutto nuovi, come fare le corna nelle foto di gruppo, fare battute volgari alle signore, raccontare barzellette da caserma.

10- Pregiudicati per avere subito centinaia di processi per le nostre attività imprenditoriali.

 Ricordate in ognuno di noi può esserci un piccolo papi!

Inserito da: carlociufelli | Ottobre 26, 2009

Gli “irredentisti” pagati da noi.

Il colossal cinematografico  Il Barbarossa, fortemente imposto da quel gran critico cinematografico dell’Umbertino Celoduro Bossi, si aggira in incognito nelle sale dei cinema del nostro sventuarto paese.

L’opinione del poco pubblico affluito nelle sale (nonostante le ben 267 copie del film in giro in contemporanea) è purtroppo unanime: è una boiata pazzesca! Le sale sono vuote, e i pochi spettatori indossano la camicia verde.

Il problema è che questa boiata che ben pochivanno a vedere anche tra i verdi irredentisti, tutto rutto e chiesa, della lega,   è costata la cifra pazzesca di 30 milioni di dollari.  Di questa somma il 40% lo abbiamo versato noi incolpevoli e ignari finanziatori, attraverso la RAI (circa 12 milioni di dollari!!!!). Ma non basta. Un altro milione e seicentomila euro lo ha generosamente versato, sempre a nome nostro, il ministero per l’alto valore culturale del polpettone.

Responsabile Cultura

Responsabile Cultura

Tra schizzi di sangue padano appare il volto guerriero del Bossi. Quel guerriero che gridava che Berlusconi era un mafioso, e che per tal motivo causò la rovinosa caduta del primo governo del papi (e non i magistrati rossi come oggi vorrebbero far credere agli imbecilli), e che ora ben seduto con le gambe sotto il tavolo da pranzo del capo, rinfoderato il duro attrezzo minacciosamente agitato sino ad allora, tace e acconsente e tiene a cuccia le orde barbariche dei leghisti sparandogli ogni tanto una roboante cazzata.

E, ci chiediamo,  il prode Brunetta che gridava contro i film pagati con i soldi di tutti, perchè ora tace davanti a quest’episodio di malacultura?  

Inserito da: carlociufelli | Ottobre 22, 2009

Bondi, che di dubbi il cor m’inondi….

Il noto poeta Sandro Bondi, militante comunista che insieme  ai capelli perse sin da giovane anche gli ideali marxisti, al punto da convertirsi al berluskonismo d’assalto, qualche giorno fa è stato a Pescara. Ma non per un recital delle sue apprezzate poesie. Ben più prosastico l’argomento sul quale veniva interrogato.

Al ministro, i magistrati che svolgono le indagini sulla malasanità abruzzese, hanno sottoposto alcune domande sui rapporti tra Angelini e l’allora partito di Forza Italia del quale Bondi era coordinatore nazionale. E ancora di più sulle dichiarazioni fatte da Angelini su un incontro tra lui e Bondi a Roma,  ed in particolare delle cose dette in tale occasione su  Aracu.

Leggendo nella cronaca  di Pescara del quotidiano “Il Tempo” si apprende che il poeta nel recital davanti ai giudici pescaresi ha ricordato perfettamente l’assegno di 500 mila Euro che l’Angelini gli portò per rimpinguare le casse di FI, regolarmente messo in bilancio, ma ha affermato “non ricordo che mi abbia parlato di vicende inerenti Sabatino Aracu”.  

bondi 3Ho atteso qualche giorno per leggere di qualche reazione. Ma non mi sembra ci sia stata. O, se c’è stata, mi è sfuggita.

Ma come, mi domando, a un coordinatore nazionale di un grande partito viene chiesto se corrispondono al vero le dichiarazioni di Angelini a proposito delle continue richieste di danaro da parte del coordinatore di FI regionale Aracu, da lui soddisfatte anche con gioielli, sino alla richiesta di due milioni di Euro per comprare un appartamento al figlio (a tale richiesta Angelini rispose con un poetico “Sabatì vattene aff…”), e lui risponde di non ricordare??????? 

Di fronte ad una affermazione di questa gravità fatta dall’Angelini, non si può rispondere con un non ricordo.  Ma vogliamo scherzare? Non gli è stato chiesto se Angelini avesse in quell’occasione detto che a Pescara c’era bel tempo, o che aveva mangiato benissimo alla tale trattoria in centro a Roma, o che tifava per il Pescara Footbal Club!

Al poeta ministro è stato chiesto se fosse vero quello che afferma l’Angelini, e cioè di essersi lamentato in tale occasione di richieste di danaro illegittime, ripetute, prepotenti e vessatorie da parte dell’Aracu. Una pratica da bandito messa in atto da un dirigente, il massimo dirigente regionale di FI, del quale il poeta Bondi era in quel momento il massimo responsabile organizzativo a livello nazionale.

aracuBondi poteva solo rispondere di escludere categoricamente che il loro finanziatore Angelini  potesse avergli detto questa cosa, perchè altrimenti, pur poeta,  avrebbe senza meno aperto una accurata inchiesta interna al partito, e se questa avesse confermato quanto riferitogli da Angelini, avrebbe portato all’inevitabile espulsione di Sabatino Aracu e la sua contestuale denuncia alla  magistratura per il danno che arrecava all’immagine del partito. Ma non poteva in nessun caso rispondere non ricordo. Avrebbe dovuto indignarsi alla domanda dei magistrati. Ad esempio “ma come posson lor signori ritener ch’io, messo al corrente di tal misfatti, possa taciuto aver ?”  Mai si potrebbe accettare un non ricordo.

Ma il poeta non ricorda, o meglio non rimembra ancor. Allora?

E’ come se un magistrato chiedesse a Caio di dire se rispondente al vero la dichiarazione di un Tizio che aveva affermato di aver rivelato al  Caio stesso che sua moglie (di Caio) si prostituiva abitualmente. Mai e poi mai qualunque  Caio, seppur poeta, avrebbe potuto rispondere “non ricordo se Tizio mi abbia detto qualcosa su mia moglie”! O no?   Data l’importanza della presunta rivelazione la risposta a chi chiede a Caio se fatta realmente può essere solo un NO indignato. O, in alternativa, la piena confessione, anche in versi.

 

 

Inserito da: carlociufelli | Ottobre 16, 2009

Uno stravagante magistrato!

Il premier papi l’aveva minacciato pubblicamente. Dopo la condanna della sua Fininvest al risarcimento della CIR con 750 milioni di euro per l’acquisizione illegittima della Mondadori (dal papi strappata alla concorrenza corrompendo, tramite Previti ed altri avvocati, alcuni magistrati), il nostro, pardon, il loro premier aveva annunciato che sul giudice Mesiano, responsabile di applicare la legge, se ne sarebbero viste delle belle.

E, subito quando il padrone fischia i fedeli botoli abbaiano. E così  ieri.  Grande scoop di Canale 5 che obbedisce militarmente al padrone e manda in onda  un breve video, girato di nascosto, sulla vita privata del magistrato. Breve ma davvero intrigante!
mesianoIn esso si vede il dr Mesiano che fa diverse stranezze. Esce spudoratamente di casa senza vergogna alcuna.  Passeggia per le vie di Milano incurante dei problemi della giustizia e fregandosene della eventuale presenza di altri milanesi. Aspetta fumando(classico atteggiamento da toga rossa) che apra il barbiere -che fretta sospetta…- per farsi, pensate un po’, radere. Il reporter acutamente commenta: “Forse non sa ancora che il Csm lo sta “promuovendo“.  Certo papi l’eletto dal popolo, ne avrebbe preteso il licenziamento perchè come magistrato non è mai stato eletto dal popolo. Ed invece il CSM lo promuove.
Poi sagaci commenti- ma li pagheranno questi pseudo giornalisti o si accontentano di leccare le mani del padrone? - sull’abbigliamento del giudice, mentre siede, altra stravaganza, nientemeno che su di una panchina, e per di più con pantaloni blu, mocassini bianchi e calzini colorati. “un abbigliamento non adatto al tribunale” commenta la voce fuori campo. Ma non sembra che possa essere confuso il tribunale con una panchina nella pubblica via, nemmeno dal cronista più imbecille tra quelli delle reti del papi. 
Pensate invece che noia se invece di queste riprese fossero riusciti a riprenderlo soltanto mentre ballava e cantava con escort pugliesi, mentre le inseguiva nudo intorno al lettone di putin, mentre si iniettava sostanze portentose, mentre si intratteneva con minorenni, mentre si rapportava  “oralmente” con una prossima ministra, mentre versava la quota di iscrizione alla P2, mentre eroicamente si faceva trapiantare 4 peli in testa, mentre si faceva stirare l’avvizzita pelle della faccia, o mentre versava denaro a Craxi, mentre faceva dei falsi di bilancio, mentre si cambiava le leggi appena in tempo per evitare condanne, mentre cercava di far promulgare nuove leggi che ne garantissero l’impunità, mentre cercava di comprare deputati per far cadere il governo Prodi ecc., ecc.

Ma in questo caso sarebbe stato assai poco stravagante, e quindi non adatto al target delle tivvu di papi.

Coraggio.

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